24 agosto 2026 - ZIM arriva alla fase decisiva dell'operazione Hapag-Lloyd con risultati trimestrali migliori delle attese e una posizione finanziaria che rende meno scontata la lettura del merger da oltre 4 miliardi di dollari.
Nel secondo trimestre il carrier israeliano ha registrato 1,78 miliardi di dollari di ricavi, +9% sul 2025, e un utile netto di 64 milioni contro 24 milioni dell'anno precedente. L'EBITDA adjusted è salito del 4% a 491 milioni, mentre i volumi sono aumentati del 3% a 922.000 TEU. Il nolo medio per TEU ha raggiunto 1.590 dollari, +8%.
La società ha generato inoltre 386 milioni di free cash flow nel trimestre e prevede per l'intero 2026 un adjusted EBITDA compreso tra 2 e 2,4 miliardi di dollari.
Numeri che arrivano mentre resta pendente l'acquisizione da parte di Hapag-Lloyd. L'accordo firmato a febbraio prevede 35 dollari in contanti per azione ZIM e un valore complessivo superiore ai 4 miliardi. Il gruppo risultante supererebbe 3 milioni di TEU di capacità, oltre 400 navi e 18 milioni di TEU trasportati annualmente.
L'operazione resta soggetta alle autorizzazioni regolamentari e alla particolare disciplina israeliana. Una parte delle attività strategiche dovrebbe essere separata e trasferita a una nuova compagnia israeliana controllata da FIMI, alla quale passerebbe anche la Special State Share detenuta dallo Stato.
Sul mercato permane infatti uno sconto rilevante rispetto ai 35 dollari dell'offerta. Reuters rileva come l'incertezza sull'esito dell'operazione abbia frenato ZIM nonostante il miglioramento dei risultati.
Per Hapag-Lloyd l'acquisizione consentirebbe di rafforzare soprattutto il transpacifico, segmento nel quale ZIM conserva una posizione commerciale importante. Per il settore sarebbe un altro passaggio nel consolidamento del liner shipping mondiale, già dominato da gruppi con flotte, terminal e network di scala sempre maggiore.

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