18 agosto 2026 - Il porto russo di Novorossiysk, sul Mar Nero, ha ripreso le operazioni di caricazione del greggio dopo la temporanea sospensione provocata da un attacco con droni che aveva interessato le infrastrutture portuali.
La ripartenza è avvenuta con una petroliera Suezmax destinata a caricare greggio kazako KEBCO. Un'altra unità dovrebbe successivamente imbarcare circa 80.000 tonnellate dello stesso prodotto.
Novorossiysk dispone di una capacità di esportazione nell'ordine di 700.000 barili al giorno e movimenta non soltanto greggi russi come Urals e Siberian Light, ma anche petrolio proveniente dal Kazakhstan.
È proprio quest'ultimo elemento a rendere l'episodio particolarmente significativo.
Il Kazakhstan non dispone di accesso diretto agli oceani e dipende da infrastrutture che attraversano altri Paesi per raggiungere il mercato mondiale.
Un'interruzione sul Mar Nero può quindi produrre conseguenze anche su esportatori che non sono direttamente coinvolti nel conflitto.
La temporanea sospensione mostra ancora una volta quanto porti, pipeline e terminal energetici siano diventati punti particolarmente sensibili delle supply chain.
La ripresa delle operazioni riduce l'impatto immediato sui flussi, ma non elimina il rischio derivante dalla crescente esposizione delle infrastrutture del Mar Nero agli attacchi.

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