2 ottobre 2026 – La crescita della crocieristica non può essere misurata soltanto attraverso il numero delle navi e dei passeggeri. La capacità di generare valore dipende soprattutto da quanto il territorio sia preparato ad accogliere i flussi, offrendo servizi ed esperienze coerenti con le caratteristiche della clientela.
È uno dei temi al centro dell’intervento di Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, ad Agropoli per la nuova tappa dell’Italian Cruise Day in Tour 2026, dedicata a “Agropoli, l’approdo in rada del Cilento. Uno scalo iconico per le crociere di lusso”. L’appuntamento, organizzato da Cilento Cruise Terminal by Salerno Cruises in collaborazione con Risposte Turismo, si è svolto allo Spazio Mare del Palazzo Civico delle Arti.
Ad aprire i lavori, insieme al sindaco di Agropoli Roberto Mutalipassi e Giuseppe Amoruso, presidente di Salerno Cruises, alla guida del progetto Cilento Cruise Terminal. Amoruso ha partecipato anche alla tavola rotonda dedicata al ruolo della collaborazione tra pubblico e privato nello sviluppo della crocieristica.
Nella sua relazione sulle dinamiche della crocieristica italiana e sulle prospettive future, di Cesare ha richiamato l’attenzione sulla necessità di andare oltre il semplice dato delle toccate. Una nave da crociera attiva infatti una filiera che coinvolge servizi portuali, forniture, imprese e territorio, ma la dimensione delle ricadute dipende dalle caratteristiche dello scalo e dalla capacità della destinazione di organizzare la propria offerta.
Un primo elemento riguarda la distinzione tra passeggeri in imbarco e sbarco e crocieristi in transito. Sono flussi differenti, che esprimono esigenze diverse e richiedono risposte specifiche. Conta anche la tipologia della nave, direttamente collegata al profilo della clientela e quindi ai servizi che porto e territorio devono essere in grado di garantire.
Il tema assume un peso ancora maggiore nel segmento luxury, centrale nella strategia dell’approdo cilentano e oggetto della seconda tavola rotonda della giornata. Attrarre navi di fascia alta significa confrontarsi con passeggeri caratterizzati da aspettative elevate: il livello dell’accoglienza a terra deve quindi risultare coerente con quello sperimentato a bordo.
Tra le variabili decisive c’è anche il tempo di permanenza della nave. Una sosta più lunga aumenta le possibilità di portare i crocieristi sul territorio e ampliare le ricadute economiche, a condizione che la destinazione disponga di un sistema capace di intercettare quella domanda.
Il confronto di Agropoli ha così riportato al centro il rapporto tra porto, operatori e destinazione. Per uno scalo che punta in particolare sul mercato delle crociere di lusso, la capacità di attrarre le navi rappresenta soltanto una parte del percorso: la crescita passa dalla costruzione di un’offerta territoriale capace di trasformare gli arrivi in opportunità economiche per il Cilento.






