18 agosto 2026 - La crescita della flotta container mondiale non si traduce automaticamente in maggiore capacità disponibile per il mercato. Congestione, attese e rallentamenti nei principali gateway continuano infatti ad assorbire una quota significativa della stiva, mentre sulle principali rotte commerciali rimane elevata la volatilità operativa.
Il fenomeno assume particolare importanza proprio mentre il settore sta affrontando una delle più intense fasi di espansione della flotta degli ultimi anni. Secondo le analisi di mercato, l'orderbook ha raggiunto livelli molto elevati e nel solo 2026 sono attese consegne nell'ordine di 1,7 milioni di TEU, alle quali seguirà un'ulteriore accelerazione nel biennio successivo.
Ma la capacità nominale non coincide con quella realmente disponibile. Una nave costretta ad attendere l'ormeggio, impiegata su una rotta più lunga o rallentata dalla congestione completa meno rotazioni nell'arco dell'anno.
È un tema già affrontato da PrimoMagazine nell'analisi sulla grande incognita della capacità container: l'enorme orderbook potrebbe esercitare una forte pressione sui noli quando congestioni e deviazioni diminuiranno, liberando contemporaneamente nuova stiva.
Lo stesso CEO di Maersk Vincent Clerc ha recentemente richiamato l'attenzione sulla necessità di investire nelle infrastrutture terrestri, individuando nei colli di bottiglia di porti, ferrovia e trasporto stradale una delle criticità del commercio mondiale.La questione per i carrier diventa quindi duplice: gestire oggi una capacità che continua a essere assorbita dalle inefficienze e prepararsi a uno scenario nel quale quella stessa capacità potrebbe improvvisamente tornare disponibile.
Maersk alza le previsioni 2026, congestione e noli sostengono i risultati

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