29 agosto 2026 - Un
vecchio capannone industriale lascia spazio alla logistica portuale. L'Autorità
di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha pubblicato il bando
per la demolizione dell'ex Civam nel porto di Vibo Valentia Marina, mettendo in
moto un intervento che consentirà di recuperare un'area a ridosso della
banchina Bengasi e trasformarla in nuovi piazzali operativi.
L'appalto vale
complessivamente 1,5 milioni di euro e prevede 180 giorni per l'esecuzione
dalla consegna dei lavori. Le offerte potranno essere presentate fino alle ore
12 del 5 ottobre 2026, mentre l'Autorità punta ad aggiudicare l'intervento e
aprire il cantiere già nella prima metà dello stesso mese.
Il progetto ha percorso
rapidamente la fase autorizzativa. Il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica
è stato approvato a luglio, mentre il 10 agosto il presidente dell'AdSP Paolo
Piacenza ha firmato il decreto di approvazione del progetto esecutivo. Con la
pubblicazione della gara si passa ora alla fase realizzativa.
L'intervento prevede la
demolizione completa dell'ex struttura industriale Civam e la successiva
sistemazione della superficie liberata. Al suo posto verranno realizzati
piazzali destinati alle attività logistiche portuali.
La posizione è
l'elemento che dà valore all'operazione. L'area si trova infatti in prossimità
della banchina Bengasi e la disponibilità di nuovi spazi retrobanchina potrà
aumentare la capacità di gestione e stoccaggio delle merci, migliorando
l'utilizzo operativo dell'accosto.
«Rispettiamo gli impegni
assunti e restituiamo al porto di Vibo Valentia Marina uno spazio strategico
che contribuirà a rafforzarne la competitività», ha dichiarato Piacenza,
sottolineando la rapidità dell'iter seguito dall'Autorità.
L'opera è inserita nel
Piano Operativo Triennale 2026-2028, adottato dal Comitato di Gestione il 18
giugno, all'interno del programma di interventi destinato a migliorare
infrastrutture, sicurezza della navigazione e rapporto tra porto e territorio.
A Vibo non si tratta
quindi di aggiungere una nuova banchina, ma di recuperare spazio portuale oggi
improduttivo. In uno scalo dove la disponibilità e la posizione dei piazzali
condizionano direttamente la capacità di lavorare le merci, eliminare una
struttura inutilizzata e riportare quell'area dentro il ciclo logistico
significa aumentare la capacità effettivamente utilizzabile del porto.






