28 agosto 2026 - L'Argentina mette sul mercato 7.594 chilometri di rete ferroviaria merci, quasi metà del sistema freight nazionale, con concessioni che potranno estendersi per decenni. Buenos Aires ha avviato la procedura nazionale e internazionale per trasferire a operatori privati gestione, manutenzione e sviluppo di una parte strategica dell'infrastruttura ferroviaria.
La dimensione dell'operazione rende il dossier molto più rilevante di una normale gara ferroviaria. La rete interessata serve alcune delle principali aree agricole e industriali del Paese e costituisce il collegamento terrestre con i grandi terminal di esportazione.
Per l'Argentina il costo della logistica interna è una componente determinante della competitività. Cereali, prodotti agroindustriali e minerali devono percorrere centinaia o migliaia di chilometri prima di raggiungere i porti. Quando questi flussi vengono trasferiti prevalentemente su camion, il costo per tonnellata aumenta e cresce la pressione sulla rete stradale.
L'obiettivo del governo è attrarre capitali privati per recuperare infrastrutture, locomotive, carri e capacità operativa senza sostenere direttamente l'intero fabbisogno finanziario.
Il nodo sarà il modello concessorio. Una durata molto lunga può incentivare gli investimenti perché consente agli operatori di ammortizzarli, ma richiede regole chiare su accesso alla rete, tariffe, manutenzione e standard di servizio.
Il ferro argentino ha già attraversato diverse fasi di privatizzazione, riorganizzazione e ritorno dell'intervento pubblico. Questa volta la dimensione dell'operazione porta il confronto direttamente sulla competitività delle esportazioni.
Settemilacinquecento chilometri di binari non sono soltanto un'infrastruttura ferroviaria: sono una parte della catena che determina quanto costa portare una tonnellata argentina dal luogo di produzione fino alla nave.






