29 agosto 2026 - La Spezia Container Terminal accelera sul nuovo assetto del terminal e mette sul tavolo circa 90 milioni di euro per il rinnovo e il potenziamento delle attrezzature di banchina e piazzale. L'investimento rientra nel programma complessivo da circa 350 milioni legato allo sviluppo del Terminal Ravano e prepara LSCT a un salto contemporaneo sul fronte delle grandi navi e dell'intermodalità ferroviaria.
Il pacchetto comprende
quattro nuove gru ship-to-shore e 18 unità destinate alle operazioni di
piazzale. Le STS saranno dimensionate per lavorare le portacontainer fino a
24.000 TEU, la fascia superiore della flotta mondiale oggi impiegata sui
principali servizi Asia-Europa.
Non è soltanto una
questione di outreach. Il nuovo assetto punta a consentire la lavorazione
contemporanea di tre ultra large container vessel, aumentando la capacità di
assorbire call che concentrano migliaia di movimenti in poche ore.
A terra entreranno in
servizio nuove RTG completamente elettriche, mentre le RMG saranno utilizzate
sul nuovo fascio ferroviario a cinque binari. Ed è proprio il ferro uno degli
elementi più interessanti del piano.
LSCT punta a portare
progressivamente dal 33 al 50% la quota dei container movimentati attraverso la
ferrovia. Significherebbe far uscire o entrare dal terminal un box su due senza
utilizzare la strada per la tratta principale verso l'hinterland.
Per La Spezia è una
scelta quasi obbligata. L'espansione della capacità di banchina produce valore
soltanto se il terminal riesce a evacuare rapidamente i container e ad
allargare il proprio mercato oltre l'area ligure. Il nuovo Ravano deve quindi
essere letto insieme ai collegamenti ferroviari verso Nord Italia, Svizzera e
mercati continentali.
L'investimento sulle gru
diventa così un tassello di una trasformazione più ampia: più capacità sulle
grandi navi, maggiore produttività del piazzale e soprattutto più ferrovia per
evitare che la crescita dei TEU si fermi ai gate del porto.






