25 agosto 2026 - Il rail freight europeo alza il livello dello scontro sulla gestione dei cantieri. ERFA, l’associazione che rappresenta gli operatori ferroviari indipendenti, parla ormai di una situazione che mette a rischio la competitività del settore e chiede un intervento immediato su programmazione delle chiusure, itinerari alternativi, compensazione degli extracosti e coordinamento tra i gestori delle infrastrutture nazionali.
Il documento pubblicato dall’associazione descrive un quadro operativo pesante. Le imprese ricevono modifiche delle Temporary Capacity Restrictions a ridosso della partenza, mentre alcune deviazioni impongono limiti fino a 1.200 tonnellate e 535 metri. In determinati casi una locomotiva elettrica programmata per il servizio non può percorrere l’itinerario alternativo e deve essere sostituita con trazione diesel. Ai valichi internazionali ERFA segnala attese che possono arrivare a 20 ore.
Sono condizioni che modificano completamente il conto economico del treno. Più chilometri significano maggiori pedaggi, ore macchina, personale e rotazioni dei carri. Una traccia persa può inoltre compromettere quelle successive, propagando il ritardo lungo corridoi che attraversano più reti nazionali.
Il problema arriva in una fase particolarmente delicata. L’Europa chiede di aumentare la quota ferroviaria delle merci, ma contemporaneamente le grandi campagne di rinnovo della rete sottraggono capacità proprio ai servizi freight, meno facilmente riprogrammabili rispetto ai passeggeri.
ERFA chiede che le chiusure vengano coordinate a livello europeo e che gli operatori siano compensati per gli extracosti non imputabili alla loro attività. Soprattutto avverte sul rischio di perdere clienti industriali. Acciaio, automotive, chimica, agrifood ed energia non possono adattare indefinitamente le proprie supply chain alle interruzioni della rete.
Una volta trasferito un flusso sul camion, riconquistarlo costa molto più che conservarlo sulla ferrovia. È questo, più ancora dei ritardi, il danno che gli operatori temono.

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