25 agosto 2026 - Il primo segnale arriva dal Pireo: 352 mila TEU movimentati a luglio nei terminal II e III, contro 345 mila dello stesso mese dello scorso anno. Una crescita ancora contenuta, ma arrivata mentre alcune portacontainer stanno tornando sulla direttrice del Mar Rosso dopo la lunga stagione delle deviazioni attorno al Capo di Buona Speranza.
Nei primi sette mesi il porto greco resta in ritardo, con circa 2,347 milioni di TEU e una flessione del 2,2%. È però il cambio di tendenza mensile a interessare il mercato.
Il Pireo vive in larga misura della propria posizione sulla rotta Suez-Mediterraneo. Quando le grandi rotazioni Asia-Europa vengono allungate intorno all’Africa, cambiano schedule, fabbisogno di navi e convenienza dei transhipment. Se Suez recupera stabilmente traffico, la geografia torna a favorire gli hub mediterranei.
L’effetto non riguarda soltanto la Grecia. Gioia Tauro, Malta e Port Said sono direttamente esposti alle scelte di network dei liner, mentre anche i gateway italiani possono beneficiare di una normalizzazione dei transit time dall’Asia.
Il ritorno via Suez libererebbe inoltre capacità navale. Circumnavigare l’Africa richiede più giorni e quindi più navi per mantenere la stessa frequenza settimanale. Accorciare nuovamente le rotazioni significa restituire tonnellaggio al mercato proprio mentre i cantieri stanno consegnando un orderbook molto elevato.
Per questo i 7 mila TEU guadagnati dal Pireo in luglio valgono più del numero in sé. Potrebbero essere uno dei primi indicatori portuali di un riequilibrio delle rotte che, se confermato, avrà conseguenze su Mediterraneo, capacità e noli.

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