31 agosto 2026 - Far arrivare più container al porto non basta. Bisogna riuscire a portarli fuori. È il problema che JNPA deve affrontare dopo una crescita dei volumi che ha collocato il gateway di Mumbai tra gli scali container più dinamici al mondo.
Il porto sta valutando il rafforzamento dei collegamenti ferroviari con Bhiwandi e i grandi poli logistici dell'hinterland, puntando a velocizzare l'evacuazione dei box dai terminal.
La questione è strategica. Se la capacità lato mare cresce più rapidamente di quella terrestre, il rischio è trasferire il collo di bottiglia dalla banchina al piazzale e quindi ai gate.
JNPA dispone già del vantaggio rappresentato dallo sviluppo dei Dedicated Freight Corridors indiani. Aumentare ulteriormente la componente ferroviaria permetterebbe di allargare il bacino commerciale del porto e ridurre la dipendenza dal camion.
La ferrovia consente soprattutto di trasferire grandi lotti di container verso terminal inland dove possono essere distribuiti sulla rete stradale soltanto nell'ultima parte del viaggio.
È la stessa logica sulla quale stanno investendo molti grandi gateway mondiali: la capacità effettiva di un porto non termina sulla banchina, ma nel punto fino al quale riesce a spostare rapidamente il container nell'hinterland.
Per Mumbai la sfida diventa ancora più urgente perché i volumi stanno crescendo più rapidamente delle infrastrutture tradizionali di accesso.






