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Mar Rosso, nuovi attacchi riaprono l’emergenza sulle rotte commerciali

Mar Rosso, nuovi attacchi riaprono l’emergenza sulle rotte commerciali

13 agosto 2026 - La sicurezza della navigazione torna al centro dell’attenzione lungo uno dei corridoi più delicati del commercio mondiale. Nuovi attacchi contro unità mercantili tra il Bab el-Mandeb e le acque del Golfo di Oman stanno aumentando il livello di rischio per armatori, equipaggi e operatori logistici, proprio mentre il mercato cercava segnali di una possibile normalizzazione delle rotte mediorientali.

Uno degli episodi più gravi ha interessato la Tihamah nel Bab el-Mandeb, lo stretto che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden. L’attacco ha provocato vittime e ha coinvolto anche le operazioni di soccorso, riportando in primo piano la vulnerabilità delle navi commerciali che attraversano l’area.

La questione supera ampiamente il singolo incidente. Bab el-Mandeb rappresenta infatti la porta meridionale del sistema Mar Rosso-Suez e costituisce uno dei passaggi strategici per i collegamenti marittimi tra Asia ed Europa. Quando il livello di rischio aumenta, la conseguenza immediata è una maggiore pressione sulle compagnie chiamate a decidere se mantenere le rotazioni oppure circumnavigare l’Africa attraverso il Capo di Buona Speranza.

La deviazione comporta migliaia di miglia nautiche aggiuntive, maggior consumo di carburante, più giorni di navigazione e la necessità di utilizzare un numero superiore di navi per mantenere le frequenze settimanali.

È un effetto che negli ultimi anni ha inciso direttamente anche sul mercato container. L’allungamento delle rotte ha assorbito una parte consistente della nuova capacità entrata nella flotta mondiale, contribuendo a sostenere i noli nonostante l’elevato numero di nuove portacontainer consegnate dai cantieri.

La nuova escalation arriva inoltre in un momento nel quale anche il sistema del Golfo Persico resta sottoposto a forti tensioni. Per lo shipping internazionale significa dover gestire contemporaneamente il rischio su più passaggi strategici.

Per i proprietari delle merci, invece, il risultato è una supply chain meno prevedibile. Le imprese devono aumentare le scorte, anticipare gli ordini o ricorrere, per le spedizioni più urgenti, a modalità alternative come il trasporto aereo.

Secondo l’UNCTAD Review of Maritime Transport, proprio le deviazioni provocate dalle crisi geopolitiche stanno aumentando distanze percorse, ton-miles, costi ed emissioni del trasporto marittimo mondiale.

Il punto più delicato riguarda ora la durata della crisi. Una stabilizzazione del Mar Rosso permetterebbe alle compagnie di tornare progressivamente attraverso Suez, riducendo tempi e costi. Una nuova escalation produrrebbe l’effetto opposto, consolidando le rotte intorno all’Africa e mantenendo una parte significativa della capacità navale impegnata in viaggi più lunghi.

Per questo Bab el-Mandeb è diventato molto più di un problema regionale. La sicurezza di poche decine di miglia di mare continua a condizionare tempi, costi e capacità disponibile di una parte rilevante del commercio mondiale.



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