9 settembre 2026 – Il dibattito di questi giorni sulla Camionale di Bari, oggi “Strada Porta del Levante”, merita di essere ricondotto alla sua reale dimensione strategica. ANITA Puglia, CONFAPI Matera e CASARTIGIANI Bari, rappresentando imprese che quotidianamente operano nel trasporto, nella logistica, nella produzione e nei servizi, ritengono necessario sottolineare come un'infrastruttura di questa portata non possa essere valutata esclusivamente sulla fotografia degli attuali flussi di traffico portuale.
Le grandi infrastrutture, infatti, non vengono progettate per rispondere soltanto alle esigenze odierne, ma per consolidare lo sviluppo economico, logistico, industriale e turistico locale dei prossimi decenni. La Strada Porta del Levante nasce proprio con questa funzione: un’arteria di circa 10,8 chilometri, interessando i territori di Bari, Modugno e Bitonto, destinata a realizzare un collegamento funzionale tra il Porto di Bari, la SS16, la zona industriale ASI, l'Interporto Regionale, l'aeroporto “Karol Wojtyła” e l'autostrada A14, attraverso un nuovo svincolo dedicato. Non si tratta, quindi, semplicemente di una strada “dal porto all'autostrada”, ma di un'infrastruttura capace di mettere in relazione alcuni dei principali nodi logistici e produttivi dell'area metropolitana barese con la rete nazionale ed europea dei trasporti.
Uno dei principali problemi che la nuova infrastruttura è chiamata a risolvere riguarda la sovrapposizione tra traffico pesante e mobilità urbana. Oggi una parte rilevante dei mezzi diretti o provenienti dal porto interessa via Napoli e corso Vittorio Veneto, arterie fondamentali per il collegamento tra la periferia nord e il centro cittadino. Sul medesimo sistema viario insistono contemporaneamente il traffico privato, il trasporto pubblico locale e numerosi servizi e strutture di interesse pubblico, tra cui la Fiera del Levante, gli impianti sportivi comunali, gli uffici dell'Acquedotto Pugliese e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, oltre ai collegamenti utilizzati dagli autobus turistici e dai crocieristi. Separare progressivamente il traffico commerciale dalla mobilità urbana significa aumentare la sicurezza, ridurre le interferenze tra diverse tipologie di traffico, diminuire code e tempi di percorrenza e contribuire alla riduzione delle emissioni provocate dalla congestione. Significa, soprattutto, restituire alla città una parte importante della propria viabilità.






