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Brasile, nasce un altro terminal da 1,2 milioni di TEU

Brasile, nasce un altro terminal da 1,2 milioni di TEU

7 settembre 2026 - Un terminalista controllato da un carrier, uno dei maggiori produttori mondiali di cellulosa e un nuovo porto container da 1,2 milioni di TEU l'anno. Ad Aracruz, nello Stato brasiliano di Espírito Santo, prende forma un progetto che mette insieme shipping e grande industria esportatrice.

Suzano dovrebbe acquisire una partecipazione del 10% nel nuovo terminal attraverso il conferimento di terreni destinati allo sviluppo dell'infrastruttura. Nel progetto è già entrata Hanseatic Global Terminals, società terminalistica di Hapag-Lloyd, con una quota del 50%. Imetame, promotore dell'iniziativa, detiene attualmente l'altra metà.

L'ingresso di Suzano modifica quindi la composizione ma soprattutto rafforza il legame tra il terminal e il tessuto industriale dell'area. La capacità prevista, 1,2 milioni di TEU, colloca Aracruz ben oltre la dimensione di uno scalo dedicato esclusivamente alle esigenze di un singolo caricatore.

Il progetto si inserisce nella strategia con cui Hapag-Lloyd sta aumentando la propria presenza nei terminal, assicurandosi maggiore controllo sui nodi terrestri della catena container. È una tendenza ormai evidente nello shipping: i grandi carrier non vogliono più controllare soltanto la tratta oceanica.

Nel caso brasiliano si aggiunge un altro elemento: un grande esportatore entra direttamente nell'infrastruttura attraverso la quale dovrà transitare una parte della produzione. Ad Aracruz nave, terminal e industria stanno entrando nello stesso progetto logistico.



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