5 settembre 2026 - Civitavecchia cresce, le banchine aumentano, i passeggeri superano quota cinque milioni. Ma alla frontiera gli uomini restano 64.
È il dato emerso durante la visita del presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, e del presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa, al Commissariato di Polizia di Frontiera del porto.
Tra crociere e Autostrade del Mare transitano ogni anno nello scalo oltre 5 milioni di passeggeri.
La crescita dei traffici e soprattutto l'utilizzo delle nuove banchine dell'area nord stanno aumentando le necessità operative legate ai controlli.
Il problema non riguarda soltanto la security.
In un porto passeggeri il controllo di frontiera fa parte della capacità operativa del terminal esattamente come gate, piazzali e passerelle. Se aumenta il numero di passeggeri ma non cresce parallelamente la capacità di controllo, il collo di bottiglia si sposta semplicemente dalla banchina alla procedura.
L'AdSP afferma di conoscere le criticità e di stare lavorando sulle soluzioni necessarie per rendere più efficienti i controlli nelle nuove aree portuali.
Il caso Civitavecchia mette quindi sul tavolo un problema più ampio per i grandi porti passeggeri italiani.
Non basta costruire una nuova banchina per aumentare la capacità di un porto. Devono crescere insieme infrastrutture, personale e controlli.






