4 settembre 2026 - Per importare acciaio nell'Unione europea non basterà più sapere da dove è stato spedito. Dal 1° ottobre 2026 e ntrano in vigore nuovi obblighi documentali legati all'origine siderurgica dei prodotti importati nell'UE, con particolare attenzione al Paese nel quale l'acciaio è stato fuso e colato. La misura rafforza la tracciabilità della filiera e avrà conseguenze operative per importatori, spedizionieri, agenti doganali e terminal che movimentano prodotti siderurgici.
Il punto è la documentazione. Nel commercio internazionale il Paese dal quale parte fisicamente una spedizione non coincide necessariamente con quello nel quale è stato prodotto l'acciaio. Un coil può essere trasformato, commercializzato o riesportato attraverso diversi Paesi prima di arrivare in un porto europeo.
Le nuove regole richiedono quindi una ricostruzione più precisa dell'origine industriale del materiale. Per gli operatori significa ottenere le informazioni dal fornitore prima dell'arrivo della nave e verificare che la documentazione accompagni correttamente la dichiarazione doganale. In caso contrario il problema rischia di emergere quando il carico è già in porto, con possibili richieste integrative e conseguente aumento dei dwell time.
Per terminal siderurgici e porti con forti traffici di coils, lamiere e semilavorati il tema non è secondario. Dal 1° ottobre la tracciabilità dell'acciaio diventa anche una questione portuale: un documento mancante può immobilizzare tonnellate di merce quanto un problema alla gru.






