4 settembre 2026 - Duemilacentoventotto tonnellate concentrate in un unico modulo industriale. È il project cargo eccezionale movimentato a Piombino e destinato al Liverpool Bay CCS Project nel Regno Unito.
La struttura è stata realizzata da Rosetti Marino e imbarcata nello scalo toscano per essere trasferita verso il progetto britannico di cattura e stoccaggio della CO₂.
Il modulo misura circa 50 metri di lunghezza, 30 di larghezza e 30 di altezza, dimensioni che trasformano la movimentazione portuale in una vera operazione ingegneristica.
Carichi di questa scala richiedono pianificazione dell'accesso al porto, verifica delle portate delle banchine, mezzi speciali, coordinamento fra costruttore, terminalista, nave e autorità.
Ed è proprio questo il valore logistico dell'operazione.
La transizione energetica viene spesso raccontata attraverso investimenti e capacità installata. Dietro ogni grande infrastruttura offshore esiste però una supply chain industriale che deve costruire, movimentare e trasportare componenti di migliaia di tonnellate.
Per i porti italiani il project cargo rappresenta quindi un segmento molto diverso dal container: meno volumi, ma elevato valore aggiunto, competenze specialistiche e forte integrazione con l'industria.
Piombino mette in questo modo la propria banchina dentro una delle filiere emergenti della decarbonizzazione europea.
La CO₂ verrà stoccata nel Mare d'Irlanda. Ma un pezzo dell'infrastruttura necessaria per farlo è partito da un porto italiano.






