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Cina, 2,4 milioni di TEU nella coda lasciata dal tifone

Cina, 2,4 milioni di TEU nella coda lasciata dal tifone

20 agosto 2026 - Bastano pochi giorni di interruzione in due mega-porti per produrre una coda logistica nell'ordine dei milioni di container. Le chiusure e le limitazioni operative provocate dal tifone Dolphin nei grandi sistemi portuali cinesi avrebbero lasciato un backlog stimato in circa 2,4 milioni di TEU, mostrando ancora una volta quanto le catene container mondiali siano sensibili alle interruzioni dei principali gateway asiatici. Shanghai e Ningbo-Zhoushan non sono porti normali.

Sono nodi attraverso i quali transitano volumi enormi e sui quali convergono decine di servizi oceanici e regionali. Quando le operazioni vengono sospese per ragioni meteorologiche, le merci non smettono di arrivare nelle fabbriche e nei depositi dell'hinterland e le navi non scompaiono dal network.

Si forma una coda. Quando il porto riapre, occorre quindi recuperare contemporaneamente navi, container, treni, camion e operazioni rimaste indietro. È per questo che una chiusura di tre giorni può produrre effetti molto più lunghi. PrimoMagazine ha analizzato il 18 agosto il fenomeno della capacità container assorbita dalla congestione. Il caso cinese offre una rappresentazione quasi da laboratorio dello stesso problema.

Le navi partite in ritardo dalla Cina arriveranno in ritardo nei porti successivi, trasferendo una parte dell'onda di congestione verso altri terminal asiatici, americani ed europei. Il tifone ricorda quindi un elemento essenziale della logistica moderna: la capacità di un porto non è importante soltanto quando funziona. È decisiva soprattutto la velocità con cui riesce a recuperare dopo essersi fermato.



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