21 agosto 2026 - Il Cile prova a trasferire una quota maggiore delle merci dalla strada alla ferrovia avviando un nuovo progetto intermodale tra l'area metropolitana di Santiago e la regione del Biobío, uno dei principali poli industriali e portuali del Paese.
L'iniziativa promossa dalle ferrovie statali EFE punta a verificare sul campo la possibilità di costruire un servizio regolare capace di integrare il trasporto ferroviario con le operazioni terminalistiche e la distribuzione stradale alle due estremità.
Il progetto assume particolare interesse per la conformazione geografica cilena.
Il Paese si sviluppa per migliaia di chilometri lungo un asse nord-sud relativamente stretto. Una caratteristica che, almeno teoricamente, rende la ferrovia particolarmente adatta alla concentrazione dei flussi sulle medie e lunghe distanze.
Biobío ospita inoltre un importante sistema industriale e portuale, mentre Santiago rappresenta il principale mercato nazionale di produzione, consumo e distribuzione.
È quindi significativo che il progetto venga sviluppato come servizio intermodale, non come semplice collegamento ferroviario.
Il modello è lo stesso sul quale l'Europa sta costruendo da anni le proprie politiche di modal shift e che sta acquistando crescente importanza anche in Asia.
Per il Cile esiste inoltre una componente ambientale. Ridurre il numero di camion sulle lunghe percorrenze significa diminuire congestione, consumo energetico ed emissioni, soprattutto se il servizio riesce a raggiungere coefficienti di riempimento elevati.
Il test Santiago-Biobío sarà quindi interessante soprattutto per ciò che verrà dopo: frequenza, puntualità, volumi e capacità di attrarre stabilmente carichi dalla strada determineranno se il progetto potrà trasformarsi in un vero corridoio logistico.

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