Il progetto nasce dalla necessità di superare alcuni dei limiti fisici che condizionano l'accesso delle grandi portacontainer agli attuali terminal del sistema di New Orleans. La localizzazione prevista più a valle lungo il Mississippi consentirà infatti di servire le unità di maggiori dimensioni senza dover affrontare gli stessi vincoli nautici presenti nelle infrastrutture più interne.
La capacità prevista è nell'ordine dei 2 milioni di container l'anno, dimensione che può modificare gli equilibri competitivi tra i gateway container statunitensi. Per comprendere l'importanza dell'investimento occorre guardare oltre il porto. Il Mississippi costituisce uno dei maggiori corridoi logistici naturali del mondo e collega il Golfo del Messico con un enorme sistema agricolo, industriale e distributivo interno agli Stati Uniti. Un nuovo terminal container può quindi utilizzare contemporaneamente navigazione oceanica, chiatte, ferrovia e autotrasporto.
È proprio la profondità dell'hinterland a rendere strategico il progetto. Negli ultimi anni i porti americani hanno inoltre sperimentato direttamente quanto possa essere rischioso concentrare una quota eccessiva dei traffici container su pochi gateway. Le congestioni della costa occidentale hanno favorito una redistribuzione dei flussi verso Gulf Coast ed East Coast, spingendo diversi scali ad accelerare gli investimenti.
Il Louisiana International Terminal si inserisce in questa trasformazione. L'obiettivo non è semplicemente costruire nuove banchine, ma creare capacità portuale in grado di intercettare la nuova geografia delle supply chain statunitensi. Anche l'aumento delle dimensioni delle portacontainer impone infrastrutture differenti. Fondali, lunghezza delle banchine, gru, piazzali e connessioni terrestri devono essere dimensionati per concentrazioni di carico sempre maggiori.
Il progetto della Louisiana dimostra quindi che la competizione portuale americana si sta progressivamente spostando sulla capacità di anticipare la domanda futura, evitando che la crescita dei traffici trovi infrastrutture già prossime alla saturazione.

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