11 settembre 2026 – La riforma della governance portuale entra in uno dei terreni più delicati: chi può fornire il lavoro temporaneo necessario alle operazioni sulle banchine.
Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto il ritiro di un emendamento che interviene sul sistema previsto dall’articolo 17 della legge 84/94, sostenendo che la modifica rischierebbe di alterare profondamente l’attuale organizzazione del lavoro portuale.
Secondo la posizione unitaria dei sindacati, l’emendamento consentirebbe alle imprese terminaliste e alle aziende autorizzate ai sensi degli articoli 16 e 18 di ricorrere direttamente al lavoro somministrato attraverso agenzie per il lavoro, superando di fatto il ruolo oggi assegnato alle imprese e cooperative ex articolo 17.
È un passaggio molto più tecnico di quanto possa apparire, ma tocca uno dei meccanismi centrali del funzionamento quotidiano dei porti.
I traffici marittimi non producono infatti un carico di lavoro uniforme. L'arrivo contemporaneo di più navi può generare picchi improvvisi di domanda di personale che un terminal non può coprire soltanto con l'organico strutturale.
L'articolo 17 è nato proprio per organizzare questa flessibilità attraverso soggetti autorizzati specializzati nella fornitura temporanea di manodopera portuale.
I sindacati temono che l'apertura alle normali agenzie interinali possa sostituire progressivamente questo modello con personale meno specializzato, indebolendo professionalità, sicurezza e continuità occupazionale.
La loro richiesta è quindi di ritirare l'emendamento e aprire un confronto specifico con Governo, Parlamento e Autorità di Sistema Portuale sul futuro e sulla sostenibilità economica delle imprese e cooperative ex articolo 17.
Il tema incrocia direttamente anche la vertenza di Napoli e Salerno, dove proprio le risorse destinate ai soggetti che garantiscono lavoro portuale temporaneo sono al centro del confronto che ha portato alla sospensione dello sciopero di oggi.
La riforma portuale entra così nella parte più difficile: non soltanto decidere chi governa i porti, ma stabilire con quali regole lavoreranno le persone che ogni giorno fanno muovere le banchine.






