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Mosca mette 116 miliardi sull'Artico: la rotta polare diventa un corridoio

Mosca mette 116 miliardi sull'Artico: la rotta polare diventa un corridoio

2 settembre 2026 - Servono circa 116 miliardi di dollari per trasformare l'Artico russo da rotta marittima estrema a sistema logistico capace di movimentare stabilmente grandi volumi.

La stima indicata per il Trans-Arctic Transport Corridor è di circa 10.000 miliardi di rubli entro il 2035: metà entro il 2030 e altri 5.000 miliardi nei cinque anni successivi. 

Il progetto è più ampio della sola Northern Sea Route.

Servono nuovi porti, collegamenti ferroviari, terminal logistici, navigazione interna, una flotta più ampia di rompighiaccio nucleari e soprattutto molte più navi mercantili ice-class.

Nello scenario base russo i traffici potrebbero raggiungere 110-150 milioni di tonnellate l'anno entro il 2035, contro circa 37 milioni attuali. 

È qui che il confronto con Suez va ridimensionato. La rotta artica può accorciare alcune distanze tra Asia ed Europa settentrionale, ma non dispone ancora della capacità, della prevedibilità operativa e dell'ecosistema di servizi costruito in decenni intorno al canale egiziano.

Il vero tema è quindi l'investimento necessario per ridurre quel divario.

Una cifra da 116 miliardi rende inoltre difficile immaginare lo sviluppo senza capitali e traffici internazionali. La Cina diventa per Mosca l'interlocutore naturale, sia come mercato sia come possibile utilizzatore del corridoio.

Prima di sfidare Suez, l'Artico deve costruire tutto ciò che rende una rotta una vera supply chain. E il conto è enorme.


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