2 settembre 2026 - Per mettere in difficoltà uno dei maggiori porti container indiani non è stato necessario fermare le gru. È bastato bloccare i vuoti.
Circa 5.000 container al giorno risultano interessati dalla protesta degli operatori degli empty container yard di Mundra, con ripercussioni sui flussi import-export e sull'approvvigionamento dei box necessari agli esportatori.
La vertenza nasce dalla decisione di Adani Ports and SEZ di limitare l'utilizzo dei depositi esterni e indirizzare i container vuoti verso strutture designate all'interno della Mundra SEZ. APSEZ sostiene che il nuovo sistema possa ridurre congestione stradale, migliorare il turnaround dei mezzi e rafforzare sicurezza e controllo delle operazioni. Gli operatori degli empty yard contestano invece la restrizione.
Gli effetti sono già arrivati alla supply chain.
I container import pieni vengono scaricati, consegnati e svuotati, ma il box deve poi essere restituito nel punto indicato dalla compagnia. Se quel circuito si interrompe, il vuoto rimane immobilizzato.
Contemporaneamente gli esportatori che effettuano factory stuffing hanno bisogno proprio di quei container per caricare le proprie merci.
MSC e ONE hanno già avvertito i clienti dei possibili ritardi, mentre gli operatori segnalano rischi di missed cut-off, rollover, detention e maggiori costi di handling e trasporto.
Mundra dimostra così una regola elementare ma spesso dimenticata del container shipping: un box vuoto nel posto sbagliato può essere importante quanto una nave in ritardo.






