1 settembre 2026 - Gioia Tauro mette mano a uno dei meccanismi più delicati per garantire continuità alle operazioni portuali: la disponibilità di manodopera nei momenti in cui i volumi superano la capacità ordinaria delle imprese terminalistiche.
L'AdSP dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha avviato la procedura per individuare l'impresa autorizzata alla fornitura di lavoro portuale temporaneo prevista dall'articolo 17 della legge 84/94, destinato alle imprese che operano nello scalo ai sensi degli articoli 16 e 18.
Dietro una procedura amministrativa c'è una questione strettamente operativa. Un grande hub di transhipment lavora con volumi che non arrivano in maniera uniforme: concentrazione delle toccate, dimensioni crescenti delle portacontainer e variazioni degli schedule possono produrre picchi che richiedono rapidamente forza lavoro aggiuntiva.
Per Gioia Tauro la flessibilità della componente lavoro assume un peso ancora maggiore considerando la scala raggiunta dal terminal e la presenza sempre più frequente delle unità più grandi della flotta mondiale.
L'articolo 17 serve proprio a creare una riserva organizzata di manodopera alla quale le imprese portuali possono ricorrere quando l'organico ordinario non è sufficiente.
La nuova procedura riguarda quindi un pezzo dell'infrastruttura che non appare sulle planimetrie del porto ma incide direttamente sulla capacità di lavorare le navi: la disponibilità delle persone necessarie quando banchina e piazzale devono accelerare contemporaneamente.






