17 settembre 2026 – Le navi sono sempre più pronte a spegnere i motori in banchina. Il problema è trovare una presa alla quale collegarsi. Il nuovo rapporto Environmental Technologies and Practices 2026 di CLIA mette in evidenza uno squilibrio destinato a pesare sulla decarbonizzazione delle crociere: cresce rapidamente la quota della flotta predisposta per l'Onshore Power Supply, mentre le infrastrutture portuali disponibili restano ancora limitate.
Oggi 193 navi delle compagnie aderenti a CLIA dispongono già dei sistemi necessari per collegarsi alla rete elettrica durante la sosta in porto. Rappresentano il 65% delle unità considerate dal rapporto e il 72,5% della capacità passeggeri. Nel 2018 erano appena 55.
La flotta continuerà a muoversi nella stessa direzione. Altre 47 navi dovrebbero essere sottoposte a retrofit e 39 nuove costruzioni entreranno in servizio già predisposte per l'alimentazione elettrica da terra.
Dall'altra parte della banchina i numeri cambiano radicalmente. Nel mondo sono appena 40 i porti toccati dalle crociere che dispongono di almeno un berth attrezzato per l'OPS: meno del 3% degli scali interessati dal traffico crocieristico secondo CLIA.
Il divario sposta quindi il problema dalla nave all'infrastruttura. Avere una flotta predisposta al cold ironing produce benefici soltanto quando la banchina dispone della potenza elettrica, delle connessioni e degli impianti necessari. Dove questo non accade, le navi continuano a produrre a bordo l'energia richiesta durante la sosta.
Per l'Europa la corsa delle banchine dovrà accelerare ulteriormente, anche per effetto degli obblighi comunitari che stanno spingendo porti e reti energetiche a investire sull'elettrificazione.
Le compagnie hanno quindi portato una parte consistente della flotta davanti alla presa. Adesso devono arrivare le prese.






