17 settembre 2026 – Le rotte cambiano, i noli salgono e le crisi geopolitiche continuano a complicare i network, ma i container non hanno mai viaggiato così tanto. A luglio il commercio containerizzato mondiale ha raggiunto 17,3 milioni di TEU, il volume mensile più alto mai registrato nella serie di Container Trades Statistics.
Il precedente massimo, stabilito appena due mesi prima, a maggio, è stato superato di circa 25 mila TEU.
La crescita non riguarda soltanto il singolo mese. Luglio ha chiuso il 4,5% sopra lo stesso periodo del 2025 e nei primi sette mesi dell'anno i volumi mondiali risultano in aumento del 5,1%.
Ancora più significativa è la dinamica europea. Le importazioni del continente sono cresciute del 6,1% dall'inizio dell'anno, sostenute in particolare dai flussi provenienti dal Far East.
Il record arriva mentre il sistema continua a lavorare sotto una pressione operativa elevata. Deviazioni delle rotte, congestioni, condizioni geopolitiche, problemi sui grandi passaggi marittimi e gestione della capacità stanno rendendo molto meno lineare la relazione tra quantità di merce trasportata e costo del trasporto.
Lo dimostra il Global Price Index di CTS, salito a 115 punti a luglio, sette in più rispetto a giugno. Dall'inizio del 2026 l'indice è cresciuto del 47% e rispetto a luglio dello scorso anno risulta superiore del 37%.
I volumi, dunque, crescono del 5,1% mentre l'indice dei prezzi corre a una velocità molto superiore. È uno scarto che racconta quanto le attuali tensioni sui noli derivino anche dalle condizioni dell'offerta: deviazioni, minore produttività della flotta, maggiore consumo di bunker e squilibri nella distribuzione di navi e container.
Per porti e terminal il dato significa comunque una cosa molto concreta: il sistema deve assorbire quantità di merce mai viste prima. E il problema non finisce sulla banchina. Quando i volumi raggiungono questi livelli, capacità ferroviaria, camion, terminal inland e magazzini diventano parte dello stesso equilibrio.
Il record dei 17,3 milioni di TEU dice quindi qualcosa di più della semplice tenuta del commercio mondiale: nonostante le crisi, la domanda containerizzata continua a spingere e mette sotto pressione l'intera catena logistica.






