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Lampedusa e Pantelleria guardano alle crociere: l’AdSP punta su luxury e small ships

Lampedusa e Pantelleria guardano alle crociere, ma non a tutte: l’AdSP punta su luxury e small ships

17 settembre 2026 – Lampedusa e Pantelleria entrano nel radar dell'industria crocieristica internazionale, ma con una premessa precisa: niente corsa alle grandi navi e nessuna trasformazione delle due isole in destinazioni per il turismo di massa. L'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale ha presentato a Seatrade Cruise Med di Las Palmas un progetto per verificare il potenziale dei due scali nei segmenti luxury, boutique e small ships.

Il concept scelto è The Mediterranean's Last Great “Discoveries”. Non si tratta dell'annuncio di nuove rotte né dell'ingresso già deciso di Lampedusa e Pantelleria nelle programmazioni delle compagnie. L'AdSP apre invece una fase di confronto con armatori, itinerary planner, amministrazioni e operatori per capire quali navi possano essere compatibili con le caratteristiche delle due isole e a quali condizioni.

«Non vogliamo trasformarle per adattarle alla crocieristica, ma capire quale crocieristica possa essere coerente con loro», ha spiegato la presidente dell'AdSP Annalisa Tardino durante la presentazione nello spazio CruiseItaly di Assoporti.

La distinzione è sostanziale. Lampedusa e Pantelleria presentano limiti infrastrutturali e ambientali molto differenti rispetto ai grandi porti crocieristici siciliani, ma proprio queste caratteristiche possono diventare parte del prodotto destinazione per un mercato che utilizza unità di dimensioni inferiori e costruisce itinerari intorno all'esclusività degli scali.

La strategia presentata a Las Palmas assegna infatti alle due isole identità complementari. Pantelleria viene proposta attraverso il rapporto con la terra: paesaggio vulcanico, dammusi, vite ad alberello, Lago di Venere, termalismo naturale e patrimonio archeologico. Lampedusa attraverso il mare: Area Marina Protetta, biodiversità, Isola dei Conigli, fondali e posizione geografica tra Europa e Africa.

Il principio sintetizzato dall'AdSP è altrettanto netto: “Not every ship. Not every cruise”.

La selettività dovrà ora tradursi in numeri e condizioni operative. Nei prossimi mesi l'Autorità portuale avvierà il confronto con le compagnie per verificare dimensioni e tipologie delle navi potenzialmente utilizzabili, modalità di approdo e sbarco, servizi necessari, permanenza delle unità e organizzazione delle esperienze a terra.

Parallelamente dovranno essere coinvolti Comuni, Regione Siciliana, Capitanerie di Porto e gli altri soggetti interessati per verificare la fattibilità del progetto e soprattutto la capacità dei territori di assorbire i flussi senza compromettere gli equilibri locali.

Un altro elemento è il calendario. Le compagnie costruiscono deployment e itinerari con largo anticipo e portare oggi le due destinazioni davanti agli itinerary planner significa tentare di entrare nelle programmazioni delle prossime stagioni, non in quella immediatamente successiva.

Il primo banco di prova è già fissato. Al Seatrade Cruise Global di Miami dell'aprile 2027 l'AdSP conta di tornare davanti al mercato con i risultati delle verifiche: concept definitivi delle destinazioni, possibili esperienze a terra, ipotesi di itinerario e modalità operative.

L'obiettivo dichiarato comprende anche la destagionalizzazione. Per isole sottoposte a una pressione turistica fortemente concentrata nei mesi estivi, l'eventuale crocieristica dovrà quindi essere costruita anche intorno ai periodi nei quali può generare economia senza sommarsi ai picchi esistenti.

Per Lampedusa e Pantelleria la rotta, dunque, non esiste ancora. Las Palmas segna piuttosto l'inizio del lavoro per capire se possa esistere un prodotto crocieristico sufficientemente piccolo, selettivo e remunerativo da adattarsi alle isole, invece di chiedere alle isole di adattarsi alle crociere.

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