7 luglio 2026 - L'interessante riflessione pubblicata da Anna Rita Secchi, tra le più autorevoli esperte italiane di marketing crocieristico, sul proprio profilo linkedin, offre una chiave di lettura particolarmente lucida su uno dei fenomeni più rilevanti che stanno interessando il mercato delle crociere nel Mediterraneo. Nel suo intervento, significativamente intitolato "L'inverno del Mediterraneo è arrivato prima del previsto. In parte, è in prestito", Secchi invita infatti a non fermarsi ai dati positivi sulle previsioni di traffico, ma ad analizzare le profonde trasformazioni che stanno modificando la geografia stagionale del comparto crocieristico. Una riflessione che merita attenzione perché evidenzia come dietro la crescita dei volumi si stiano delineando nuove opportunità, ma anche importanti sfide strategiche per porti, destinazioni e operatori turistici.
Secondo le previsioni elaborate da Cemar Agency Network e presentate al Seatrade Cruise Global di Miami, i porti italiani accoglieranno nel 2026 circa 15,1 milioni di passeggeri, con un incremento del 2% rispetto al 2025, mentre le toccate nave saliranno a 5.913, pari a un aumento del 7,86%. Le prime stime indicano inoltre un ulteriore incremento oltre i 15,2 milioni di crocieristi nel 2027.
Il dato più interessante, tuttavia, non riguarda tanto la crescita complessiva del mercato quanto la diversa distribuzione dei traffici durante l'anno. Tra i mesi con il maggior numero di movimentazioni compare infatti ottobre, che si affianca a maggio e luglio, mentre agosto perde progressivamente il proprio ruolo dominante. Un segnale evidente di una destagionalizzazione che fino a pochi anni fa sembrava soltanto un obiettivo strategico e che oggi inizia invece a concretizzarsi.
Come osserva Anna Rita Secchi, è però fondamentale distinguere due fenomeni profondamente diversi.
Da un lato esiste una destagionalizzazione strutturale, frutto delle strategie commerciali delle compagnie. Sempre più operatori stanno infatti investendo sul Mediterraneo invernale come prodotto turistico autonomo. MSC Crociere ha confermato una presenza continuativa durante tutto l'anno nei porti di Genova, Civitavecchia, Napoli e Sicilia, riportando nel Mediterraneo MSC Euribia per la stagione invernale 2026-2027. Parallelamente, compagnie del segmento premium e luxury come Explora Journeys, Silversea, Oceania Cruises, Windstar, Azamara e Regent Seven Seas hanno ampliato i propri programmi nel bacino mediterraneo durante i mesi autunnali e invernali.
Si tratta di una scelta commerciale precisa, rivolta a una clientela che ricerca città meno congestionate, temperature più miti, itinerari culturali e un'esperienza completamente diversa rispetto ai mesi estivi.
Accanto a questa dinamica se ne affianca però una seconda, legata all'attuale scenario geopolitico.
La crisi che continua a interessare il Medio Oriente ha infatti costretto diverse compagnie a cancellare o ridurre le tradizionali stagioni invernali nel Golfo Persico. Costa Crociere, Explora Journeys e Celestyal, tra le altre, hanno riposizionato numerose unità verso il Mediterraneo, determinando un incremento della capacità disponibile durante l'inverno.
Come evidenziato anche dal presidente di Cemar, Sergio Senesi, l'attuale destagionalizzazione è quindi favorita anche dalla situazione internazionale. Una parte della crescita osservata oggi potrebbe dunque rivelarsi temporanea e dipendere esclusivamente dall'impossibilità di operare in altre aree del mondo.
Ed è proprio qui che, come sottolinea Anna Rita Secchi, si gioca la vera sfida.
Quando il quadro geopolitico tornerà stabile, le compagnie avranno nuovamente la possibilità di scegliere dove posizionare le proprie navi durante l'inverno. Resteranno nel Mediterraneo soltanto quelle destinazioni che saranno riuscite a trasformare questa fase eccezionale in un prodotto turistico realmente competitivo.
Non basterà quindi disporre di un porto efficiente.
Occorrerà garantire città pienamente operative durante tutto l'anno, musei aperti, servizi turistici, trasporti locali efficienti, attività commerciali e una governance capace di coordinare con largo anticipo tutti gli operatori del territorio.
L'inverno crocieristico presenta infatti caratteristiche economiche differenti rispetto all'estate. Secondo Cruise Industry News, ad esempio, gli itinerari invernali programmati da Norwegian Cruise Line prevedono una permanenza media in porto di 9,5 ore, con 71 partenze serali e 70 overnight. Maggiore permanenza significa più spesa sul territorio, maggior utilizzo di ristoranti, commercio, musei ed escursioni nell'entroterra, oltre alla possibilità di distribuire i flussi turistici senza le criticità tipiche dell'alta stagione.
Anche sul piano occupazionale gli effetti possono essere rilevanti. Una stagione estesa da otto a dodici mesi permette infatti di stabilizzare numerose professionalità legate ai terminal crociere, alle guide turistiche, ai trasporti e ai servizi di accoglienza, contribuendo a rafforzare la competitività complessiva delle destinazioni.
Il Mediterraneo rimane oggi la prima destinazione crocieristica mondiale e, secondo CLIA, nel 2025 ha accolto un passeggero su sei dell'intero traffico globale. Proprio per questo motivo la sfida non consiste più nel difendere la leadership estiva, ormai consolidata, bensì nel costruire un'offerta invernale stabile e riconoscibile, capace di mantenere attrattività anche quando verranno meno gli effetti contingenti della crisi mediorientale.
La riflessione proposta da Anna Rita Secchi va quindi oltre il semplice commento ai dati statistici e rappresenta un importante contributo strategico per il settore. La sua analisi richiama l'attenzione su un tema spesso sottovalutato: la destagionalizzazione non si misura soltanto dal numero di navi presenti nei porti, ma soprattutto dalla capacità delle destinazioni di trasformare una congiuntura favorevole in un vantaggio competitivo duraturo. Una prospettiva che dovrebbe orientare sin d'ora le scelte di porti, amministrazioni locali e operatori turistici chiamati a costruire, insieme, il futuro dell'inverno mediterraneo.


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