31 ottobre 2026 – Il 30 ottobre lavoratori portuali e marittimi hanno partecipato a una mobilitazione internazionale che, secondo i resoconti raccolti da Reuters, ha interessato 113 porti in 22 Paesi. Le iniziative hanno riguardato il transito di armamenti attraverso gli scali, la sicurezza degli equipaggi nelle aree di conflitto e le condizioni di lavoro, con modalità differenti da porto a porto.
La protesta ha coinvolto organizzazioni sindacali di vari Paesi europei e mediterranei. Al Pireo sono stati segnalati fermi delle attività cargo e dei collegamenti con le isole; altrove le adesioni hanno assunto la forma di manifestazioni, scioperi di durata limitata o presidi. Le rivendicazioni comprendevano anche retribuzioni e protezione dei marittimi esposti ai rischi della navigazione in zone di guerra.
L’ampiezza geografica dell’iniziativa non permette di attribuire automaticamente un blocco totale a ciascuno dei porti coinvolti. Le conseguenze sui traffici vanno valutate scalo per scalo e sulla base delle operazioni effettivamente sospese. La giornata evidenzia comunque come le tensioni geopolitiche e le questioni sociali si riflettano direttamente sull’organizzazione del lavoro portuale e sulla continuità delle catene di approvvigionamento.







