3 settembre 2026 - La riforma portuale torna in Parlamento e il confronto si sposta sul punto più delicato: chi finanzierà Porti d'Italia Spa e quanto dovranno versare le Autorità di Sistema Portuale.
Alla Commissione Trasporti della Camera sono arrivate 622 proposte emendative. La ripresa dell'esame è prevista l'8 settembre con la comunicazione delle proposte considerate inammissibili.
Il testo base prevede che le AdSP contribuiscano ai fondi destinati alla nuova società con una quota compresa tra il 15 e il 25% di alcuni dei propri principali introiti.
Ed è qui che si apre lo scontro.
Tra gli emendamenti figurano ipotesi di riduzione del prelievo fino a un massimo del 3%, altre che lo collocano tra il 5 e il 10%, mentre l'opposizione propone di lasciare integre le risorse delle Authority finanziando la nuova struttura direttamente attraverso il bilancio del MIT.
Anche Assiterminal solleva questioni sul modello della nuova società. Il direttore generale Alessandro Ferrari richiama in particolare l'attenzione sul meccanismo delle concessioni e sulla necessità di non modificare in corsa gli equilibri economico-finanziari degli operatori già concessionari.
La discussione entra così nella fase concreta. Dopo mesi di dibattito sulla governance, la riforma arriva al punto che può modificarne realmente gli equilibri: soldi, concessioni e investimenti.






