17 agosto 2026 - La guerra sta modificando profondamente anche l'economia logistica della siderurgia ucraina. Attacchi alle infrastrutture, difficoltà nell'accesso ai porti del Mar Nero e aumento dei costi terrestri stanno riducendo la competitività di uno dei settori storicamente più importanti per l'export del Paese.
La siderurgia rappresenta circa il 15% delle esportazioni ucraine, ma deve confrontarsi contemporaneamente con danni agli impianti, problemi energetici e una logistica diventata più costosa e complessa.
La chiusura o la limitata disponibilità delle tradizionali rotte marittime obbliga infatti una parte dei prodotti a utilizzare itinerari terrestri più lunghi.
Secondo Reuters, i costi domestici del trasporto merci sono aumentati di circa il 30%, aggravando una situazione già resa difficile dal conflitto.
A questo si aggiungono le nuove condizioni di accesso al mercato europeo, principale destinazione dell'acciaio ucraino.
Il problema evidenzia ancora una volta il rapporto diretto tra portualità e competitività industriale.
Acciaio, minerali e prodotti metallurgici sono merci pesanti, per le quali il costo logistico rappresenta una componente determinante del prezzo finale. Quando viene meno l'accesso efficiente al mare, sostituirlo integralmente con strada e ferrovia diventa estremamente difficile.
La crisi ucraina mostra quindi come un porto non sia semplicemente un'infrastruttura di trasporto.
Per numerosi settori industriali è parte integrante del processo produttivo.

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