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Container in Italia, il diesel pesa più sulla strada che sulla ferrovia

Container in Italia, il diesel pesa più sulla strada che sulla ferrovia


17 agosto 2026 - La volatilità dei prezzi energetici torna a evidenziare una delle differenze strutturali tra strada e ferrovia nella logistica dei container.

Hapag-Lloyd ha aggiornato in Italia il proprio Inland Fuel Floater applicato ai servizi terrestri: il livello è fissato al 7,5% per il trasporto stradale, 4% per il combinato ferro-gomma e zero per i trasporti effettuati interamente su ferrovia. Per le spedizioni soggette alla normativa FMC i nuovi valori sono entrati in applicazione il 16 agosto. 

Il surcharge nasce dalla volatilità dei mercati energetici e dall'incidenza del diesel sui costi dell'inland transportation.

Ma il differenziale offre anche una fotografia interessante dell'esposizione energetica delle diverse modalità.

Nel trasporto stradale il carburante rappresenta una componente diretta e immediatamente visibile del costo operativo. Nel combinato l'incidenza diminuisce perché la tratta principale viene effettuata su ferrovia.

Nel rail-only, secondo la struttura tariffaria comunicata dal carrier, il Fuel Floater Diesel non viene applicato.

Questo non significa naturalmente che il trasporto ferroviario non abbia costi energetici, ma mostra come l'esposizione alle oscillazioni del diesel cambi radicalmente in funzione della modalità utilizzata.

Per le imprese che movimentano grandi quantità di container sulle lunghe distanze, il costo dell'energia diventa quindi un ulteriore elemento nella valutazione tra strada e intermodalità.

La questione assume particolare importanza per i porti italiani, dove aumentare la quota ferroviaria significa contemporaneamente ridurre congestione stradale, emissioni e dipendenza dalle oscillazioni dei combustibili utilizzati dall'autotrasporto.



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