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Tifone Dolphin, 2,4 milioni di TEU sotto pressione nei porti cinesi

Tifone Dolphin, 2,4 milioni di TEU sotto pressione nei porti cinesi

14 agosto 2026 - Le conseguenze del tifone Dolphin continuano a pesare sul sistema portuale della Cina orientale. Le interruzioni che hanno interessato Shanghai e Ningbo-Zhoushan hanno generato un forte accumulo di container e navi, mettendo sotto pressione una delle più importanti aree portuali del mondo.

Secondo le stime diffuse dagli operatori logistici, il backlog interesserebbe complessivamente volumi nell'ordine di 2,4 milioni di TEU, con ripercussioni destinate a propagarsi ben oltre i terminal cinesi.

Shanghai e Ningbo-Zhoushan costituiscono infatti due snodi fondamentali delle catene Asia-Europa e transpacifiche. Un rallentamento simultaneo dei due sistemi produce effetti sulle partenze delle navi, sui collegamenti feeder, sulla disponibilità dei container e sulla successiva programmazione degli scali.

La criticità non termina quando il porto riapre.

Dopo una sospensione delle attività, terminal e compagnie devono gestire contemporaneamente le navi rimaste in attesa e quelle già programmate. È in questa fase che possono formarsi congestioni destinate a durare più a lungo dell'evento meteorologico che le ha generate.

La situazione cinese offre anche una conferma concreta di quanto indicato ieri da Maersk: la congestione continua a rappresentare una forma di sottrazione indiretta della capacità mondiale.

Per importatori ed esportatori europei diventa quindi necessario monitorare non soltanto le date di partenza dalla Cina, ma anche i possibili ritardi nelle successive rotazioni.

La dimensione raggiunta dai grandi gateway asiatici rende ormai un'interruzione locale capace di trasformarsi rapidamente in un problema globale della supply chain.


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