14 agosto 2026 - La crisi dei livelli idrometrici del Reno produce una risposta concreta da parte della ferrovia. DB Cargo ha messo a disposizione 400 carri aggiuntivi, mentre altri operatori stanno aumentando la capacità per assorbire parte delle merci che le chiatte non riescono più a trasportare a pieno carico.
PrimoMagazine ha già seguito nei giorni scorsi le difficoltà provocate dalla siccità sul sistema fluviale europeo. La novità adesso non è quindi il basso livello dell'acqua, ma la reazione della catena logistica.
Quando il pescaggio disponibile diminuisce, le chiatte devono ridurre il carico per continuare a navigare in sicurezza.
La conseguenza è un aumento del costo per tonnellata e la necessità di trovare rapidamente capacità alternativa per materie prime, prodotti chimici, minerali, container e altre merci destinate ai grandi distretti industriali lungo il fiume.
DB Cargo punta a intercettare una parte di questi volumi attraverso i 400 carri aggiuntivi, mentre RheinCargo e Kombiverkehr stanno aumentando le proprie disponibilità.
Il caso del Reno mostra concretamente il valore della multimodalità.
Ferrovia e navigazione interna vengono spesso considerate concorrenti, ma durante un'interruzione diventano componenti complementari della stessa rete.
La possibilità di trasferire rapidamente merci da una modalità all'altra riduce la vulnerabilità delle supply chain industriali.
È anche una dimostrazione concreta del concetto di resilienza logistica: non eliminare il rischio, ma disporre di capacità e infrastrutture alternative quando il corridoio normalmente più efficiente entra in difficoltà.

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