26 agosto 2026 - Il container marittimo potrebbe finalmente cambiare forma. GenFlat Holdings e Group Global One hanno avviato in Vietnam un test commerciale di 90 giorni sui container collassabili, tecnologia sviluppata per ridurre lo spazio occupato dai box vuoti durante stoccaggio e riposizionamento.
È un problema enorme e poco visibile del liner shipping.
Le grandi asimmetrie commerciali fanno sì che milioni di container arrivino pieni nei mercati importatori e debbano poi tornare vuoti verso le aree esportatrici. Quei box utilizzano spazio sulle navi, nei terminal, sui treni e nei depositi senza produrre freight revenue legata alla merce.
Il container collassabile prova a intervenire proprio su questa inefficienza. Una volta svuotata, l’unità viene ripiegata in modo da ridurne sensibilmente l’ingombro e consentire il trasferimento di più box nello spazio normalmente necessario per unità tradizionali.
Il test vietnamita è interessante perché avviene in uno dei mercati manifatturieri e logistici a maggiore crescita del Sud-est asiatico. Non sarà una prova da laboratorio, ma un utilizzo commerciale destinato a verificare handling, tempi operativi, sicurezza e compatibilità con le procedure quotidiane.
La difficoltà maggiore per qualsiasi innovazione nel container non è infatti costruire una scatola migliore. È inserirla in un sistema mondiale fortemente standardizzato, nel quale gru, twist lock, carri ferroviari, chassis, terminal e navi sono progettati intorno a dimensioni e procedure consolidate da settant’anni.
PrimoMagazine ha dedicato proprio nei giorni scorsi un approfondimento ai settant’anni della containerizzazione e ai limiti prodotti dal successo dello standard.
Il test di GenFlat arriva quasi come una risposta sperimentale a uno di quei limiti: se il box vuoto è un costo inevitabile, almeno si può provare a farlo occupare meno spazio.

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