3 agosto 2026 - L’Autorità di regolazione dei trasporti ha avviato procedimenti ordinatori nei confronti delle AdSP del Mar Ligure Occidentale, del Mar Adriatico Orientale e del Mar Adriatico Meridionale. Al centro del confronto vi è la trasmissione dei dati relativi alle concessioni portuali, alle performance dei concessionari e ai servizi di manovra ferroviaria.
I provvedimenti
interessano quindi i sistemi portuali di Genova-Savona, Trieste e
Bari-Brindisi, che complessivamente rappresentano una quota rilevante dei
traffici nazionali. L’Autorità chiede che le informazioni vengano trasmesse
entro 120 giorni attraverso il Sistema di monitoraggio dati dei trasporti.
La richiesta deriva
dalle misure introdotte per garantire un accesso equo e non discriminatorio
alle infrastrutture portuali. I dati riguardano durata e modifiche delle
concessioni, risultati operativi, contabilità regolatoria, traffici
movimentati, rispetto dei piani industriali e servizi ferroviari svolti
all’interno degli scali.
Il confronto supera
quindi la dimensione amministrativa e riguarda direttamente la regolazione
delle concessioni. Le informazioni raccolte possono essere utilizzate per
valutare l’effettivo rispetto degli impegni assunti dai terminalisti in materia
di investimenti, traffici, occupazione e capacità operativa.
Un altro aspetto
riguarda l’integrazione verticale nel settore marittimo. La crescente presenza
degli armatori nei terminal, nella logistica e nei trasporti terrestri rende
necessario verificare che le infrastrutture portuali restino accessibili anche
alle imprese non collegate ai concessionari.
Le Autorità di Sistema
Portuale rivendicano tuttavia le proprie competenze nella gestione degli scali
e nella valutazione delle concessioni. Il rischio è l’apertura di un conflitto
istituzionale sul confine tra autonomia portuale, poteri ministeriali e
funzione regolatoria dell’ART.
La questione si
intreccia con il percorso di riforma della governance portuale. Da una parte si
punta a uniformare criteri e procedure a livello nazionale; dall’altra permane
l’esigenza di adattare le decisioni alle caratteristiche operative, economiche
e territoriali dei singoli scali.
L’esito dei procedimenti
potrà incidere sulla gestione futura delle concessioni e sui rapporti tra
regolatore e Autorità portuali. Una maggiore trasparenza dei dati può
contribuire a migliorare il sistema, ma dovrà essere accompagnata da regole
chiare sulle competenze e sulle responsabilità dei diversi soggetti
istituzionali.

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