4 agosto 2026 - Crescita dimensionale, legalità, competenze e maggiore controllo della filiera sono le priorità indicate da ANITA per aumentare la competitività dell’autotrasporto e della logistica italiana. L’associazione propone un modello nel quale il trasporto merci venga riconosciuto come infrastruttura essenziale del sistema produttivo e non soltanto come voce di costo.
Il presidente Riccardo Morelli ha richiamato la necessità di sostenere fusioni, acquisizioni e aggregazioni quando rispondono a progetti industriali capaci di rafforzare organizzazione, solidità finanziaria e capacità di investimento delle imprese.
Il consolidamento non viene considerato un obiettivo in sé. Il mercato può continuare a ospitare aziende di dimensioni differenti, purché dispongano di strutture moderne, processi efficienti e condizioni economiche tali da garantire qualità e sicurezza.
Tra le proposte emerge la maggiore diffusione del “franco destino”, formula attraverso la quale l’impresa produttrice mantiene il controllo anche sulla fase logistica della vendita. Secondo ANITA, questa modalità consentirebbe alle aziende italiane di affidare i flussi a operatori qualificati e trattenere nel sistema economico nazionale una quota più ampia del valore generato dagli scambi.
Un altro punto riguarda la legalità nei rapporti di subappalto. L’esternalizzazione viene riconosciuta come scelta organizzativa legittima, ma occorre contrastare le imprese che ottengono vantaggi operando al limite delle regole. Anche i committenti sono chiamati a selezionare i fornitori sulla base della regolarità e non esclusivamente del prezzo.
Resta centrale la carenza di conducenti. ANITA chiede di semplificare il rilascio della Carta di qualificazione del conducente, riconoscere le certificazioni equivalenti conseguite nei Paesi extraeuropei e consentire lo svolgimento degli esami anche in lingua inglese.
La collaborazione con ALIS, infine, viene descritta come un percorso comune su temi condivisi e non come il preludio a una fusione. ANITA mantiene la propria specializzazione nell’autotrasporto e nella logistica, mentre ALIS rappresenta una platea più ampia di modalità e operatori.
Il messaggio è che il trasporto può sostenere l’industria soltanto se dispone di imprese capaci di investire, innovare e competere su mercati sempre più complessi.

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