6 luglio 2026 - Secondo quanto riferito dall'ambasciata iraniana in Cina, l'Iran prevede di imporre una tariffa di servizio alle navi che utilizzano lo Stretto di Hormuz dopo un periodo transitorio di 60 giorni, offrendo al contempo condizioni speciali alla Cina e ad altri paesi amici. L'ambasciatore iraniano in Cina, Abdolreza Rahmani Fazli, ha illustrato il piano durante una conferenza stampa a margine del XIV Forum Mondiale per la Pace di Pechino, svoltosi dal 2 al 4 luglio e organizzato dall'Università Tsinghua e dall'Istituto Popolare Cinese per gli Affari Esteri.
L'ambasciata affermava che la tariffa proposta sarebbe stata una commissione di servizio, non un pedaggio o una tassa, e sarebbe stata collegata alla sicurezza della navigazione, alla protezione ambientale e ai servizi marittimi. Rahmani Fazli ha affermato che l'Iran fornirà "agevolazioni e considerazioni speciali" ai paesi amici e alleati, inclusa la Cina.
Non ha specificato
l'importo della tariffa, il tasso di sconto o il meccanismo di riscossione.
Tali dichiarazioni pongono la Cina al centro del piano iraniano per il traffico
commerciale attraverso una delle rotte marittime energetiche più importanti al
mondo, ma lasciano irrisolti dettagli operativi e legali fondamentali. Rahmani Fazli ha inoltre affermato che il
traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz sta gradualmente tornando
alla normalità e che l'Iran si è coordinato con i paesi del Golfo, tra cui
l'Oman.


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