di Ariano Irpino e collegata alla nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità e Alta Capacità Napoli-Bari, dovrebbe sostenere lo sviluppo delle aree interne campane e creare un nuovo punto di riferimento per i flussi merci tra il Tirreno e l’Adriatico.
A rilanciare la questione è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto dopo le polemiche sui ritardi accumulati dall’opera. Il progetto era stato inserito tra gli interventi finanziati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027, ma nel settembre 2025 la Regione Campania ne aveva cancellato il finanziamento. Una decisione successivamente rivista con l’avvio di un nuovo iter tecnico e amministrativo affidato a Rete Ferroviaria Italiana.
Il valore dell’intervento viene indicato in circa 130 milioni di euro, comprendendo sia la piattaforma sia le opere ferroviarie necessarie a collegarla alla Napoli-Bari. Il progetto aggiornato è stato sottoposto al Consiglio superiore dei Lavori pubblici ed è entrato nella fase della Conferenza dei servizi.
La questione centrale resta ora la certezza delle risorse. Secondo Piantedosi, i fondi europei originariamente destinati all’opera erano vincolati alla sua realizzazione e non potevano essere facilmente reindirizzati. Il ministro ha quindi sollecitato la Regione Campania a chiarire le scelte compiute e ad accelerare le procedure, escludendo responsabilità di RFI nei rallentamenti.
La piattaforma dovrebbe svolgere una funzione di raccordo tra la nuova ferrovia, il sistema produttivo irpino e i principali nodi logistici regionali. La sua realizzazione permetterebbe di ampliare l’area di influenza della Napoli-Bari, evitando che l’investimento ferroviario resti privo di infrastrutture capaci di intercettare e organizzare i traffici industriali.
Il tema riguarda anche la capacità delle aree interne di attrarre imprese e occupazione. La presenza di un terminal logistico collegato alla rete nazionale potrebbe favorire nuovi insediamenti, ridurre i costi di trasporto e offrire alle aziende locali un accesso più efficiente ai porti e ai mercati europei.
La sfida è trasformare un progetto discusso da anni in un’infrastruttura operativa, coordinando finanziamenti, procedure autorizzative e tempi di realizzazione con il completamento della linea Napoli-Bari.

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