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70 anni dalla tragedia dell’Andrea Doria

70 anni dalla tragedia dell’Andrea Doria

14 luglio 2026 – A settant'anni dal naufragio dell'Andrea Doria il polo culturale del mare e delle migrazioni, dedica quattro giornate di iniziative a uno dei simboli più evocativi della storia della navigazione italiana. Al Galata Museo del Mare e al MEI Museo Nazionale dell’Emigrazione italiana dal 17 al 26 luglio, incontri, spettacoli, visite guidate e  appuntamenti speciali offriranno al pubblico l'occasione di ricordare non solo una delle più grandi tragedie del mare del Novecento, ma anche il significato universale del viaggio, della speranza e delle migrazioni, temi che continuano a interrogare il nostro presente.

 Il transatlantico Andrea Doria, varato nel 1951 e entrato in servizio nel 1953, rappresentava il fiore all'occhiello della marina mercantile italiana e il simbolo della rinascita del Paese nel secondo dopoguerra. Elegante, moderno e dotato delle più avanzate tecnologie dell'epoca, collegava Genova a New York trasportando turisti, uomini d'affari, ma soprattutto migliaia di italiani in cerca di nuove opportunità oltreoceano. 

Nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1956, durante la traversata verso New York, il transatlantico fu speronato nella nebbia dal mercantile svedese Stockholm al largo dell'isola di Nantucket. Riuscirono a mettersi in salvo oltre 1.600 passeggeri e membri dell'equipaggio prima dell'affondamento, ma il tragico incidente provocò la morte di 51 persone. 

Il programma si aprirà venerdì 17 luglio alle ore 18.30 al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana con "Speranze. Dall'Andrea Doria alla Summer Love. Migrazioni di ieri, migrazioni di oggi". Attraverso il confronto tra il direttore del MEI Pierangelo Campodonico e il giornalista Fabio Pozzo autore del libro "Assolvete l'Andrea Doria", seguito dalle riflessioni del presidente del MEI Paolo Masini, del coordinatore diocesano delle comunità etniche di Genova Don Pietro Pigollo e del consigliere comunale Si Mohamed Kaabour, l'Andrea Doria diventerà il punto di partenza per riflettere sulle migrazioni di ieri e di oggi, in un percorso arricchito anche da un videomessaggio del cardinale Matteo Zuppi. 


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