14 luglio 2026 - Al di là della classe dimensionale e del settore delle imprese, nell’attuale contesto industriale, l’energia gioca un ruolo chiave, perché non più annoverabile unicamente tra i costi operativi, ma vera e propria leva strategica per la competitività e la resilienza delle imprese. Secondo la International Energy Agency – afferma Alessandro Brizzi, General Manager di Renovis - circa i due terzi della crescita della domanda finale globale di energia, dal 2019 in poi, si sono concentrati nell'industria, un settore in cui i progressi in termini di intensità energetica hanno subìto un forte rallentamento.
Dal 2019 la crescita della domanda di energia nel settore ha accelerato, mentre il tasso medio annuo di miglioramento dell'intensità energetica industriale è sceso a meno dello 0,5% nello stesso periodo, rispetto a quasi il 2% del decennio precedente. Questo spostamento globale verso un uso più intensivo dell'energia nell'industria sta compensando i progressi compiuti in altri settori e sta frenando i progressi complessivi in termini di efficienza1. Nello scenario attuale, la volatilità dei prezzi energetici impatta il mercato, mentre la pressione normativa e gli obiettivi di decarbonizzazione sono sempre più stringenti.
Di conseguenza la capacità di monitorare e ottimizzare i consumi in tempo reale diventa un elemento chiave. I costi energetici costituiscono un aggravio che incide trasversalmente su PMI e grandi aziende.
A questo specifico riguardo, l’Italia deve fare i conti con un prezzo dell’energia superiore di quasi il 30% rispetto alla media europea2. Se quindi da un lato è indispensabile ricorrere processi di efficientamento energetico, tra cui ad esempio il recupero di calore, una soluzione dall’elevatissimo potenziale in grado di ridurre le emissioni nel breve periodo e contribuire a valorizzare energia altrimenti dispersa; dall’altro è fondamentale sviluppare un controllo continuo e adattivo dei sistemi energetici.
La diffusione di sensori, piattaforme cloud e sistemi di monitoraggio avanzati ha trasformato radicalmente la gestione dei consumi di energia. A differenza dell’approccio tradizionale, basato su analisi storiche e interventi a posteriori, le tecnologie digitali consentono oggi una raccolta continua e granulare dei dati. Con un valore di 28,5 miliardi di dollari nel 2025, il mercato globale dei sensori industriali si prevede raggiungerà i 54 miliardi entro il 2034, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 7,14% dal 2026 al 2034, trainato proprio dalla domanda di soluzioni per l’energy management e lo sforzo delle aziende di minimizzare la propria impronta di carbonio3. Questi strumenti permettono di rilevare consumi per singolo macchinario, linea produttiva o stabilimento, consentendo una visibilità operativa molto più dettagliata. Il cambiamento principale risiede, quindi, nel passaggio da una gestione statica a una dinamica, in cui le decisioni possono essere prese sulla base di informazioni aggiornate in tempo reale, trasformando il consumo energetico in una variabile misurabile e governabile in modo continuo.


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