14 maggio 2026 - Un settore a più velocità, dove la buona performance del 2025 deve ora fare i conti con uno shock geopolitico senza precedenti causato dal blocco dello Stretto di Hormuz. La crisi sta ridisegnando i flussi mondiali e spingendo le tariffe aeree a un incremento del 38% in poche settimane, ribaltando i fragili equilibri raggiunti lo scorso anno.
È quanto emerge dall’analisi congiunturale promossa da Confetra sul settore della logistica, dei trasporti e delle spedizioni riferita ai dati 2025 e alle previsioni 2026, queste ultime pesantemente condizionate dall'instabilità nell'area del Golfo. Il rapporto evidenzia che nonostante la resilienza mostrata nel 2025, il quadro è mutato drasticamente alla fine di febbraio 2026. Attraverso lo Stretto di Hormuz transitava circa il 20% dei flussi mondiali di petrolio; oggi i volumi sono crollati del 94%, passando da 84 navi a sole 7 unità giornaliere, con volumi precipitati da 3,4 milioni di tonnellate a appena 201mila unità.
“I dati raccolti per il 2025 restituivano l’immagine di un comparto capace di assorbire gli shock - ha dichiarato Carlo De Ruvo, Presidente di Confetra - tuttavia, l'attuale interruzione dell'approvvigionamento, definita dall'Agenzia Internazionale dell’Energia come la più grande della storia, sta mettendo a dura prova il sistema. Se nel 2025 il trasporto marittimo cresceva del 4,4%, oggi gli operatori devono affrontare noli container aumentati del 20% e un indice del trasporto dry bulk che segna un incremento ben superiore al 100% su base annua.”
Anche il trasporto stradale, protagonista di un 2025 positivo con una crescita del traffico nazionale del 6,3%, è ora sotto scacco per l’impennata dei costi energetici. In Italia, il prezzo del gasolio ha raggiunto i 2.045,6 euro per 1.000 litri, un valore superiore del 29% rispetto a un anno fa. Considerando che i costi energetici rappresentano circa il 30% delle spese operative, l’incremento dei costi aziendali per l'autotrasporto ha già raggiunto il 9% su base annua. Centrale risulta dunque il tema del credito d’imposta per il quale il settore attende ancora il relativo decreto interministeriale.
“Per il 2026 prevale un clima di estrema cautela - conclude il Presidente De Ruvo - nello scenario peggiore, se il conflitto dovesse perdurare, la crescita del PIL potrebbe risultare inferiore di un punto percentuale rispetto alle stime, con un'inflazione superiore di oltre 1,5 punti. In questa fase delicata, la capacità di analizzare i dati e reagire tempestivamente ai mutamenti geopolitici rappresenta l'unica vera difesa per la competitività del sistema logistico nazionale.”


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