9 settembre 2026 - Dopo mesi di lavori prevalentemente sotto il livello del mare, la nuova diga di Genova comincia a sviluppare anche la propria struttura emergente.
Il Consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild, ha avviato la realizzazione del muro paraonde, mentre al largo del porto è stato posato il 32° cassone.
Il muro sarà realizzato lungo l'intero tracciato già definito dai cassoni e porterà la struttura a emergere complessivamente per circa sette metri sopra il livello del mare.
La funzione è tutt'altro che estetica.
Il paraonde deve ridurre l'effetto del moto ondoso sul canale di accesso e sugli specchi acquei portuali, contribuendo a mantenere condizioni operative più stabili anche con condizioni meteomarine difficili.
Sotto quella parte visibile rimane la componente ingegneristicamente più complessa dell'opera: la nuova diga viene realizzata su fondali che raggiungono 50 metri di profondità.
Il cantiere procede quindi contemporaneamente sopra e sotto il mare.
L'obiettivo strategico rimane spostare verso l'esterno la protezione dello scalo, aumentando gli spazi di manovra e consentendo l'accesso in sicurezza alle nuove generazioni di grandi portacontainer.
Il collegamento con il Terzo Valico completa il disegno: grandi navi lato mare e maggiore capacità ferroviaria verso l'Europa lato terra.
Con il muro paraonde, però, arriva anche un passaggio simbolicamente importante: la più grande trasformazione marittima del porto di Genova comincia finalmente a diventare visibile sopra l'acqua.






