21 settembre 2026 – La Nigeria cambia l'architettura di governo dei propri Inland Dry Ports. Il governo federale ha disposto il trasferimento delle competenze sui terminal interni dal Nigerian Shippers' Council alla Nigerian Ports Authority.
La decisione accompagna una riorganizzazione più ampia del settore dopo l'approvazione del Nigeria Ports Economic Regulatory Agency Act 2026, che trasforma il Nigerian Shippers' Council nella nuova autorità di regolazione economica portuale, NPERA.
La separazione è netta: alla nuova agenzia la regolazione economica; alla Nigerian Ports Authority lo sviluppo e l'integrazione dei dry port nella rete portuale e logistica nazionale.
Per un Paese delle dimensioni della Nigeria la questione è sostanziale. I terminal inland possono spostare verso l'interno attività normalmente concentrate nei gateway costieri, avvicinando dogana e servizi logistici ai grandi bacini di produzione e consumo.
Il passaggio alla NPA punta proprio a creare una continuità più stretta tra infrastrutture marittime e terminal terrestri.
Il risultato dipenderà però dalla capacità di costruire collegamenti ferroviari efficienti e procedure realmente integrate. Senza connessioni inland competitive, il dry port rischia di restare un terminal lontano dal mare; con ferrovia, dogana e documentazione coordinate può invece diventare un'estensione operativa della banchina.
È questo il modello verso cui Abuja sta cercando di spostare il proprio sistema logistico.






