8 settembre 2026 - Quando il mare diventa imprevedibile, una parte delle merci prende quota. Riyadh Air Cargo segnala un aumento delle richieste da parte di caricatori che stanno valutando il trasporto aereo come alternativa alle disruption marittime che interessano il Golfo.
Il fenomeno riguarda soprattutto i flussi lungo l'asse Asia-Middle East-Europa. Non significa naturalmente trasferire sull'aereo i volumi di una portacontainer.
La capacità air cargo è infinitamente inferiore e il costo per chilogrammo molto più elevato. Il passaggio diventa però economicamente sostenibile per merci ad alto valore, componenti urgenti o forniture la cui mancata consegna rischia di fermare una linea produttiva.
È il classico meccanismo del modal shift d'emergenza. La cosa interessante è che avviene mentre alcune direttrici cargo aeree mediorientali stanno mostrando dati deboli: a luglio Europa-Middle East avrebbe registrato una contrazione del 16,1%, mentre Middle East-Asia sarebbe scesa del 14,1%.
La disruption marittima può quindi riportare domanda su corridoi che disponevano di capacità. Per Riyadh Air il momento è particolarmente interessante perché l'Arabia Saudita sta cercando di costruire un ruolo molto più importante nella logistica internazionale, sfruttando la posizione geografica tra Asia, Europa e Africa.
La crisi del Golfo sta dimostrando ancora una volta che mare e aria non sono mercati completamente separati. Quando il tempo di consegna diventa più importante del costo di trasporto, il container può trasformarsi rapidamente in pallet aereo.






