6 agosto 2026 - ANCIP, l’Associazione nazionale delle compagnie e delle imprese portuali, ha trasmesso alla IX Commissione Trasporti della Camera una serie di proposte di modifica al disegno di legge A.C. 2925 sulla riforma della governance portuale.
Il documento segue l’audizione svolta dall’associazione il 30 giugno e traduce in formulazioni normative le osservazioni presentate dal direttore generale Gaudenzio Parenti. ANCIP condivide l’esigenza di rafforzare la programmazione nazionale e accelerare gli investimenti, ma chiede che il nuovo assetto preservi alcuni elementi fondamentali della legge 84 del 1994.
Secondo l’associazione, la riforma deve mantenere il ruolo operativo e regolatorio delle Autorità di Sistema Portuale, garantire stabilità alle imprese autorizzate e concessionarie e riconoscere il lavoro portuale come componente strategica dell’intero sistema.
Una prima parte delle proposte riguarda misure considerate urgenti. ANCIP chiede l’effettiva attivazione del Fondo di accompagnamento all’esodo, la stabilità economica e amministrativa dei soggetti autorizzati alla fornitura di lavoro portuale temporaneo e la piena utilizzabilità del Fondo previsto dall’articolo 17, comma 15-bis, della legge portuale.
Tra le richieste figurano inoltre il riconoscimento di alcune mansioni portuali tra i lavori usuranti, il rafforzamento del Piano dell’organico del porto e l’armonizzazione della disciplina relativa ai servizi di interesse economico generale.
La seconda parte del documento interviene direttamente sull’articolato della riforma, con modifiche finalizzate a prevenire conflitti di interesse e a garantire la compatibilità del nuovo modello con i principi dell’ordinamento europeo.
ANCIP intende così portare nel dibattito parlamentare il punto di vista delle imprese che assicurano materialmente le operazioni sulle banchine. L’associazione ha confermato la propria disponibilità a proseguire il confronto con Parlamento, Governo e componenti del sistema marittimo-portuale, chiedendo che la riforma istituzionale sia accompagnata da misure concrete per il lavoro e per la continuità operativa degli scali.

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