L'incontro nasce dalla consapevolezza che il riordino della legge n. 84/1994 rappresenta un passaggio decisivo per rafforzare la competitività della portualità nazionale e adeguare il sistema italiano alle nuove dinamiche del commercio internazionale e della logistica.
L'appuntamento sarà l'occasione per analizzare il disegno di legge da un punto di vista particolare: quello dell'armamento e delle navi, destinatarie finali dell'efficienza del sistema portuale. L'obiettivo dichiarato è contribuire al perfezionamento del testo legislativo attraverso il confronto tra chi sta elaborando la riforma, chi sarà chiamato ad applicarla e chi utilizza quotidianamente i porti italiani.
Ad aprire i lavori sarà Mario Zanetti, Presidente di Confitarma. Seguirà una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Roberta Busatto, alla quale prenderanno parte Maria Grazia Frijia, relatrice del Disegno di legge AC 2925 e componente della IX Commissione Trasporti della Camera, Roberto Petri, Presidente di Assoporti, Donato Liguori, Direttore Generale per i Porti, la Logistica e l'Intermodalità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e il professor Stefano Zunarelli, esperto di diritto della navigazione e dei trasporti. Le conclusioni saranno affidate al Viceministro Edoardo Rixi.
L'evento è su invito ma liberamente seguibile online previa registrazione comunicazione@confitarma.it
La posizione di Confitarma
L'iniziativa si inserisce in un percorso che vede Confitarma protagonista del confronto sulla riforma. Nel corso dell'audizione davanti alla IX Commissione Trasporti della Camera, il Direttore Generale Luca Sisto ha sottolineato come la riforma della governance portuale e il nuovo Piano del Mare 2026-2028 rappresentino due strumenti complementari per rafforzare la competitività del sistema marittimo italiano. Secondo la Confederazione, la riforma deve contribuire a costruire una strategia nazionale unitaria per l'economia del mare, superando frammentazioni e localismi e consolidando la consapevolezza dell'Italia quale autentico Paese marittimo.
Il presidente Mario Zanetti ha più volte ribadito che la nuova governance dovrà ispirarsi a una logica di "Sistema Paese", capace di coordinare gli investimenti, integrare le infrastrutture e sviluppare un vero network portuale nazionale, evitando duplicazioni e competizione interna tra gli scali. Per Confitarma, la riforma non può limitarsi a un riassetto amministrativo, ma deve diventare uno strumento per aumentare l'attrattività dei porti italiani nei confronti delle grandi compagnie di navigazione e dei traffici internazionali.
Tra le priorità indicate dall'associazione figurano inoltre la semplificazione normativa, una più efficace programmazione degli investimenti, regole omogenee sul territorio nazionale e una chiara ripartizione delle competenze tra livello centrale e Autorità di Sistema Portuale, così da garantire maggiore certezza agli operatori e tempi decisionali più rapidi. Confitarma ritiene infatti che solo una governance stabile e coordinata possa accompagnare le sfide della transizione energetica, della digitalizzazione e dell'evoluzione dei traffici marittimi.
Il confronto promosso domani a Roma si inserisce in un percorso di consultazione avviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con istituzioni, associazioni e operatori economici, finalizzato ad arrivare a un testo condiviso che rafforzi la capacità competitiva del sistema portuale italiano e ne consolidi il ruolo strategico nel Mediterraneo.

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