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Interporti al centro: da Palermo nuova visione per la logistica italiana

Interporti al centro: da Palermo una visione per rigenerare la logistica italiana

1 Giuigno 2026 - Palermo è tornata al centro del dibattito nazionale sulla logistica e sulle infrastrutture con la quinta edizione di “Interporti al Centro”, il tradizionale appuntamento promosso da UIR – Unione Interporti Riuniti e ospitato quest’anno dalla Società degli Interporti Siciliani. Il convegno, dal titolo “Rigenerare la logistica: interporti, territori e nuove infrastrutture”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, operatori logistici, autorità portuali, imprese ferroviarie, mondo accademico e stakeholder della filiera per confrontarsi sulle trasformazioni che stanno interessando il sistema logistico nazionale e sul ruolo che gli interporti sono chiamati a svolgere nella nuova geografia dei traffici.

L’incontro ha evidenziato come la logistica stia vivendo una fase di profondo cambiamento, influenzata da fattori geopolitici, dalla ridefinizione delle catene globali del valore, dalle sfide della transizione energetica e dall’accelerazione dei processi di digitalizzazione. In questo scenario, il Mezzogiorno e la Sicilia assumono una rilevanza crescente grazie alla loro posizione strategica al centro del Mediterraneo, crocevia naturale dei principali flussi commerciali tra Europa, Africa e Asia.

Al centro del confronto è emersa la necessità di una nuova stagione di investimenti finalizzata non soltanto alla realizzazione di nuove opere, ma soprattutto alla rigenerazione e all’ammodernamento delle infrastrutture esistenti. Porti, interporti, terminal ferroviari e piattaforme logistiche sono chiamati a operare come un sistema integrato, capace di garantire efficienza operativa, sostenibilità ambientale e competitività economica.

Particolarmente significativo l’intervento del Presidente di UIR, Gianpaolo Serpagli, che ha richiamato l’attenzione sul valore strategico del comparto logistico per l’economia nazionale.

“Stiamo vivendo una fase importante, nella quale dobbiamo mettere a terra il lavoro fatto sulla nuova legge degli interporti. La logistica rappresenta circa il 10% del PIL italiano: siamo una forza viva, ma dobbiamo lavorare ancora sulla percezione che il Paese ha del nostro settore. Gli interporti sono infrastrutture fondamentali per la crescita, per la competitività e per la sostenibilità del sistema Italia”.

Un passaggio che sottolinea la crescente consapevolezza del ruolo svolto dagli interporti non solo come nodi di movimentazione delle merci, ma come vere e proprie infrastrutture strategiche a supporto della manifattura, dell’export e della competitività territoriale.

Tra i temi più dibattuti vi è stato quello dell’integrazione modale e del rapporto tra trasporto ferroviario e autotrasporto. Un tema che assume particolare rilevanza alla luce delle politiche europee orientate al trasferimento di quote crescenti di traffico dalla strada alla ferrovia.

“Non è più il tempo della competizione tra gomma e ferro. Spostare quote di traffico sulla rotaia significa alleggerire strade e autostrade, ridurre l’impatto ambientale e aiutare anche l’autotrasporto, che oggi vive difficoltà importanti legate alla carenza di personale. La crescita del Paese passa dalla capacità di far lavorare insieme le diverse componenti della filiera”.

Le parole di Serpagli evidenziano un cambio di paradigma ormai condiviso dagli operatori più avanzati del settore: l’intermodalità non è più un’opzione, ma una necessità per garantire efficienza e sostenibilità alle catene logistiche.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della rigenerazione degli interporti italiani, molti dei quali realizzati tra gli anni Settanta e Novanta e oggi chiamati a confrontarsi con nuove esigenze operative, tecnologiche ed energetiche. Digitalizzazione dei processi, automazione dei terminal, gestione intelligente dei flussi, efficientamento energetico e produzione da fonti rinnovabili rappresentano alcune delle direttrici lungo cui si sta sviluppando l’evoluzione dei principali hub logistici europei.

In questo contesto il presidente di UIR ha voluto ribaltare una narrazione spesso presente nel dibattito pubblico.

“Troppo spesso le infrastrutture vengono contrapposte alla sostenibilità ambientale. Noi crediamo esattamente il contrario: gli interporti sono alleati della transizione ecologica. Ogni investimento nei terminal ferroviari, nell’intermodalità e nei nodi logistici consente di trasferire quote crescenti di traffico dalla gomma al ferro, con benefici concreti in termini di emissioni, congestione e sicurezza. Per questo investire negli interporti significa investire in un modello di sviluppo più sostenibile, più efficiente e più competitivo per il Paese”.

Un concetto che ha trovato ampio consenso tra i partecipanti e che si inserisce perfettamente nelle strategie europee di decarbonizzazione dei trasporti e di rafforzamento dei corridoi TEN-T.

Dal confronto palermitano è emersa inoltre la necessità di accelerare l’integrazione tra porti e interporti, valorizzando il ruolo delle piattaforme logistiche interne come estensione funzionale delle banchine marittime. Una visione che punta a superare la frammentazione del sistema logistico nazionale, favorendo la creazione di reti capaci di dialogare con i grandi corridoi europei e con le nuove direttrici dei traffici internazionali.

La quinta edizione di “Interporti al Centro” ha così confermato la centralità degli interporti nella costruzione di una logistica moderna, sostenibile e resiliente. Palermo si è trasformata per un giorno nel laboratorio di una riflessione strategica che guarda oltre le singole infrastrutture, mettendo al centro la capacità del sistema logistico italiano di accompagnare la crescita economica del Paese e di rafforzarne il ruolo competitivo nello scenario mediterraneo ed europeo.


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