15 aprile 2026 - Fincantieri, attraverso il proprio Polo Tecnologico della Subacquea, ha consegnato alla Marina Militare, presso il cantiere di Palermo, l’unità polivalente di supporto “Tritone”, concepita per garantire la massima versatilità operativa, con particolare riferimento alle attività nella dimensione subacquea. L’articolato programma di adeguamento a cui è stata sottoposta Nave “Tritone” nello stabilimento di Palermo, ha permesso di potenziarne le capacità operative e di rafforzarne l’integrazione con il sistema delle competenze nazionali di Marina Militare.
La configurazione modulare e la flessibilità degli spazi consentono di ricoverare, movimentare, alimentare e mantenere payload diversificati – inclusi sistemi senza equipaggio aerei, di superficie e subacquei – garantendo una rapida riconfigurazione in base alle missioni da assolvere. Nave “Tritone” svolgerà inoltre un ruolo abilitante per la definizione dei requisiti delle nuove unità da progettare, ovvero le future Unità Polivalenti per la Sorveglianza della Dimensione Subacquea (UPSDS), che entreranno a far parte della flotta a partire dal 2031. Grazie alle numerose sperimentazioni che condurrà, l’unità contribuirà allo sviluppo di soluzioni tecnologiche e operative fondamentali per affrontare un dominio - quello subacqueo - sempre più strategico per la sicurezza nazionale.
Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha commentato: “La dimensione subacquea sta evolvendo verso un ecosistema sempre più articolato, in cui convergono applicazioni di difesa, dual use e commerciali, e dove la protezione delle infrastrutture critiche, la mitigazione delle minacce non convenzionali e le attività di esplorazione richiedono livelli crescenti di integrazione tecnologica. In questo contesto, la capacità di integrare sistemi senza equipaggio con le piattaforme tradizionali rappresenta un fattore chiave nell’evoluzione delle capacità marittime.
Con Nave Tritone, Fincantieri
conferma la propria visione industriale e il ruolo di abilitatore tecnologico
del sistema-Paese, riconoscendo la subacquea come uno dei pilastri strategici
del Piano Industriale 2026–2030 e contribuendo al rafforzamento di una sovranità
tecnologica sempre più determinante per il futuro dell’Italia”.


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