12 ottobre 2026 – Il porto georgiano di Poti chiude i primi nove mesi del 2026 con una crescita del traffico container e delle principali attività commerciali. APM Terminals ha comunicato una movimentazione di 525.211 TEU, in aumento del 9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il dato conferma il rafforzamento dello scalo sul Mar Nero, punto di accesso ai mercati del Caucaso e nodo delle connessioni commerciali che attraversano la regione tra Europa e Asia centrale.
La crescita è accompagnata da un incremento degli approdi delle navi portacontainer, passati da 268 a 336 nei primi nove mesi dell'anno. Luglio è stato il mese di maggiore attività, con 65.759 TEU movimentati.
L'andamento positivo non riguarda soltanto i container. Le merci convenzionali hanno raggiunto 324.656 tonnellate, con un incremento del 61,7%, mentre i traffici ferry sono arrivati a 162.843 tonnellate.
La diversificazione delle attività conferma la funzione di Poti come piattaforma per più segmenti di trasporto, in un'area nella quale le connessioni terrestri e marittime sono determinanti per la continuità delle catene logistiche.
Il porto occupa una posizione di interesse anche nel dibattito sul Corridoio di Mezzo, la direttrice multimodale che collega l'Asia centrale all'Europa attraverso il Caspio, il Caucaso e il Mar Nero. I risultati comunicati dal terminal indicano una crescita complessiva dello scalo, senza consentire di attribuire automaticamente l'incremento a una singola direttrice commerciale.
APM Terminals ha inoltre previsto l'arrivo di una nuova gru portuale entro la fine del 2026, nell'ambito del potenziamento delle attrezzature operative.
Per gli operatori logistici europei, l'evoluzione di Poti costituisce un indicatore da seguire nella valutazione delle alternative di instradamento delle merci attraverso il Caucaso e il Mar Nero.







