16 settembre 2026 – Trieste e Capodistria più integrate per aumentare la capacità dell’Alto Adriatico e rafforzarne il ruolo di porta d’ingresso verso il Centro Europa. È la proposta lanciata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso dell’incontro a Nova Gorica con il ministro sloveno Tone Kajzar: costruire una collaborazione strutturata tra i due scali, fino a ragionare in termini di porto “gemello”.
L’ipotesi ha un peso particolare perché Trieste e Koper sono allo stesso tempo partner geografici e concorrenti. Entrambi puntano sui traffici destinati all’Europa centrale e orientale, entrambi hanno sviluppato una forte componente ferroviaria e condividono una parte consistente dell’hinterland contendibile.
Secondo Tajani, Trieste potrebbe lavorare come terminale italiano di un sistema nel quale Capodistria assumerebbe il ruolo di porto gemello. Kajzar ha mostrato apertura alla proposta, indicando nella cooperazione fra i due scali uno degli ambiti sui quali Italia e Slovenia possono intensificare i rapporti economici.
Non si parla, almeno per ora, di fusione delle governance portuali né di una nuova entità amministrativa comune. Il terreno è quello della cooperazione industriale e logistica: capacità, collegamenti, infrastrutture e migliore utilizzo della posizione dell’Alto Adriatico rispetto alle rotte provenienti da Suez.
La questione diventa ancora più interessante proprio mentre i grandi carrier stanno progressivamente riportando servizi attraverso il Mar Rosso e il Canale. Il ripristino della rotta più corta tra Asia ed Europa restituisce centralità al Mediterraneo e può riaprire la competizione tra i gateway del Northern Range e quelli dell’Adriatico per i carichi diretti oltre le Alpi.
Trieste dispone già di una rete ferroviaria internazionale molto sviluppata; Koper ha costruito sulla stessa direttrice una parte decisiva della propria crescita. Trasformare due strategie parallele in forme concrete di cooperazione sarebbe un passaggio ben più impegnativo della dichiarazione politica. Ma il fatto che l’ipotesi sia entrata ufficialmente nel confronto bilaterale apre un dossier nuovo per la portualità dell’Alto Adriatico.






